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QUALI AIUTI DALLA NATURA NELLA POLICISTOSI OVARICA?

Alla base della Sindrome dell'Ovaio Policistico c'è l'insulino-resistenza. Il trattamento migliore contro l’iperinsulinismo e l’insulino-resistenza è –SEMPRE- cercare di stabilizzare la glicemia costruendo pasti equilibrati dal punto di vista del Carico Glicemico Complessivo, fare moto moderato (mezz’ora) in ore in cui non si vada a sollecitare ulteriormente l’attività surrenalica (quindi è meglio al mattino), e utilizzare alcuni integratori in grado di ridurre o rallentare l’assorbimento intestinale degli zuccheri. Nella Sindrome dell’Ovaio Policistico oltre all’insulina eccessiva sono presenti anche gli ormoni corticosteroidei (adrenalina, testosterone, cortisolo). Quindi, oltre a correggere l’equilibrio glicemico, la dieta dovrebbe cercare di sedare i sistemi e contemporaneamente ri-equilibrare il flusso regolare degli ormoni femminili, “mimando” il ritmo regolare del ciclo femminile. 

Sicuramente per questa tipologia di donne non è assolutamente consigliabile utilizzare la carne rossa. Nella prima metà del ciclo andrebbe invece aumentato lo stimolo tiroideo e quello estrogenico attraverso l’attivazione epatica: quindi oltre a scegliere la carne bianca (tacchino, pollo, preferibilmente proposti nella modalità soffritta o panata; ma non il coniglio o l'agnello, che una “spinta surrenalica” la darebbero comunque), sarà consigliabile utilizzare il pesce (ma proposto bollito per il fatto che la bollitura elimina i sali che vanno a disturbare la funzione renale). Pesce lessato e condito con olio, prezzemolo, sale.

È proponibile anche la carne del petto di pollo (trattato con estrogeni, già metabolizzati dall’animale e restituibili in forma meno immediata al soggetto androgenetico). Non sono consigliabili invece più carni insieme, come il saltimbocca alla romana, perché sarebbero troppe le proteine, che finirebbero per dare una maggiore spinta al surrene. Meglio proporre all’organismo un’informazione precisa, ad es: petto di pollo alla salvia. Questo piatto, proponibile nella fase pre-ovulatoria di una donna con ipoestrogenismo e micropolicistosi ovarica, attraverso l'apporto dei lipidi insaturi del burro, contribuirà a fare  da substrato alla maturazione del corpo luteo e quindi per la produzione del progesterone, mentre i fitoestrogeni della salvia integreranno la carente produzione endogena. Come contorni sono proponibili: verdure crude sedative come la cappuccina, la lattuga, la valeriana, oppure verdure delle famiglia delle cicorie (scarola, riccia, radicchio, ecc.) o i fagiolini.  Le verdure si possono  proporre anche con una frittata di cipolle, o di cicoria, o di carciofi.

Come frutta è possibile utilizzare quei frutti che contengono i fitoestrogeni per contrastare l’adrenergia: mango, papaia, ecc. oppure frutti contenenti potassio (miorilassante), come la banana. Per evitare di innalzare il carico glicemico la banana sarà proponibile acerba. 

In fase post-ovulatoria bisogna indurre il ciclo e quindi bisogna proporre le tagliatelle allo zafferano, oppure il riso al burro e salvia, la borragine in pastella, ecc. Le verdure da proporre, anche in questa fase del ciclo, sono le crucifere cotte (cavolo cappuccio, cavolfiore, ma non il broccolo- troppo ricco di iodio) oppure le cicorie, e i finocchi.

Per controllare la glicemia e la risposta insulinica è bene non proporre frutta a cena ma soltanto a pranzo e soltanto frutta poco zuccherina come: avocado, mela, frutti di bosco, melagrana, pesca bianca, pompelmo, ecc.

Il menù serale tipico dovrebbe essere costituito da preparazioni con burro, contenente calcio, e da una verdura cotta e ripassata: cavolfiore ripassato, o verza ripassata. Per le donne con policistosi, in cui bisogna frenare l’asse dello stress, bisognerebbe sempre proporre una cena sedativa (contrariamente a quanto queste desidererebbero, perché vanno alla ricerca dello stimolo). Quindi il pesce non sarebbe consigliabile di sera, ma alcuni pesci come le alici che contengono anche calcio che compensa lo iodio presente, oppure la sogliola, o il rombo, sono proponibili. È comunque consigliabile che al pesce siano sempre associate verdure con proprietà rilassanti come la valeriana, la cappuccina, il lattughino. Il pesce è più catabolizzante, destruttura meglio della carne. Meglio non proporre al frutta di sera che contribuirebbe all'innalzamento del Carico Glicemico.

 

INTEGRATORI UTILI NELLA POLICISTOSI OVARICA

 Agenti sensibilizzanti l’insulina sono il miglior trattamento terapeutico per i pazienti con PCOS, tra questi vi è l’inositolo[1]. L’inositolo ha un effetto positivo sulla funzionalità ovarica (riduzione dei valori degli androgeni sierici, dei trigliceridi plasmatici, della pressione arteriosa, dei livelli di insulina)[2] e nel ristabilire un normale ciclo ovarico con una migliore maturazione ovocitaria.


L’inositolo è una molecola alcol ciclico che si trova in diverse forme, ma solo due di queste hanno dimostrato dagli studi clinici di essere mediatrici dell’ insulina: il mio-inositolo (MI) e il D-chiro-inositolo (DCI)[3].

L’inositolo fa parte del complesso delle vitamine B. L’inositolo (vitamina B7) è un alcool ciclico. È indispensabile per permettere ai mitocondri cellulari di funzionare al meglio. Questi organelli cellulari, oltre ad essere indispensabili per la produzione di energia, rappresentano uno dei poli più importanti di disintossicazione della cellula. Il mio-inositolo è stato dimostrato essere presente nel fluido follicolare ed è stato in grado di migliorare la qualità dell’oocita. Il trattamento delle donne con PCOS con Mio-inositolo ha determinato una diminuzione sia dell’ insulina circolante che del testosterone sierico totale nonché un miglioramento dei fattori metabolici.  Il Mio-inositolo è stato dimostrato essere presente nel liquido follicolare e solo Mio-inositolo è stato in grado di migliorare la qualità di ovociti ed embrioni, l’induzione dell’ovulazione e l’equilibrio ormonale. La dose giornaliera di mio-inositolo per il miglioramento della qualità delle uova è di 2-4 grammi al giorno. Questo può essere preso come 2 grammi, una o due volte al giorno.

 Inoltre alcuni di questi studi hanno utilizzato la melatonina[4] in combinazione con mio-inositolo. Solo la melatonina è stata anche studiata e trovata utile per migliorare la qualità degli oociti. Il Mio-inositolo può anche migliorare altri rischi associati di PCOS (come alti livelli di trigliceridi e gli zuccheri nel sangue), con o senza un effetto sulla qualità degli oociti. 

Secondo gli studi scientifici finora condotti sui trattamenti della PCOS con l’inositolo, hanno dimostrato:

• un miglioramento dell’insulinemia


• un miglioramento del pattern ormonale


• un miglioramento della funzionalità ovarica


• una riduzione degli effetti periferici dell’androgenizzazione[5]

• nessun effetto collaterale, tranne un effetto leggermente lassativo

 Oltre al trattamento della PCOS è stato dimostrato che l’inositolo apporta benefici anche:

• nella regolazione del metabolismo lipidico e nella riduzione del tasso di colesterolo nel sangue


• nel miglioramento della conduzione nervosa nei diabetici

• in associazione con acido folico, nella prevenzione dei DTN (difetti del tubo neurale) 


• nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo


• nel trattamento dell’ansia e dell’insonnia (soprattutto in associazione con la melatonina, se non sussiste una patologia autoimmune)

Gli studi hanno constatato anche che lo stato iperandrogenico delle donne con la Policistosi Ovarica ha prodotto pareti arteriolari più rigide, meno flessibili, con aumento del lume vascolare rispetto al gruppo di controllo. La vitamina D3 ha invertito questo processo[6].

La supplementazione di acido folico[7] è stata in grado di ridurre i livelli di omocisteina nelle donne iper-omocisteinemiche con PCOS, anche se tale tasso di riduzione è stato più elevato tra le donne senza insulino-resistenza.

L’insulino-resistenza, l’obesità ed elevati di omocisteina sono stati associati anche ad un basso livello di vitamina B12[8] nel sangue delle pazienti con PCOS. Anche la supplementazione con questa vitamina è indispensabile.

Gli acidi grassi Omega-3 migliorano la sensibilità all’insulina nei pazienti con PCOS[9].

Altre vitamine, indispensabili nell’insulinoresistenza perché migliorano la sensibilità all’insulina sono: Vit.B1, Vit.B2, Vit. B3, Vit. E Vit. C, e come minerali: zinco, selenio, cromo. Tuttavia sui minerali bisogna sottolineare che non è tanto la loro carenza, bensì lo squilibrio[10] che sarebbe responsabile, secondo i ricercatori, addirittura dell’innesco della patologia e allora si consiglia di chiedere al medico di fiducia di ricercare i valori dei minerali nel sangue. E’ appena il caso di sottolineare che alcuni metalli pesanti presenti in natura o anche negli alimenti irrorati con i pesticidi possono modificare l’equilibrio generale tra i diversi metalli nell’organismo.

Bisogna ricordare che il mio-inositolo abbonda nei tessuti animali, dove si concentra nei fosfolipidi, ed in quelli vegetali, dove l’inositolo si presenta sotto forma di fitato, un antinutriente che lega il calcio ed il ferro formando complessi insolubili di difficile assorbimento. E bisogna anche ricordare che la biodisponibilità dei nutrienti dagli alimenti è sicuramente maggiore e più immediata che non dagli integratori (in presenza di una sistema gastroenterico in buone condizioni).

 Anche la forma di D-chiro-inositolo è una sostanza comunemente usata per trattare la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) per aiutare l’insulina ad essere efficace e quindi contribuire a ridurre la resistenza all’insulina. Il D-chiro-inositolo può anche aiutare ad alleviare la depressione e può aiutare il fegato nel metabolismo dei grassi. 

INOSITOLO DAGLI ALIMENTI

L’inositolo è rintracciabile in diversi alimenti, tra cui la frutta, i cereali, i legumi e la carne.

Anzitutto è rintracciabile nella lecitina di soia. La Lecitina di soia contiene 2100 mg di D-chiro-inositolo per 100 grammi di alimenti. La lecitina si trova naturalmente nei fagioli di soia e nei tuorli d’ uovo. È inoltre possibile acquistare la lecitina di soia come integratore. 

Alcuni alimenti molto ricchi di D-chiro-inositolo sono: i fagioli, i legumi e i cereali.

I ceci contengono 760 mg di D-chiro-inositolo per ogni 100 grammi di ceci. Il riso integrale contiene 700 mg di D-chiro-inositolo per 100 grammi di alimento. Il germe di grano contiene 690 mg di D-chiro-inositolo per 100 grammi di alimento. Altre fonti molto ben utilizzabili sono le lenticchie, con 410 mg per 100 grammi di alimento; l’ orzo, con 390 mg per 100 grammi di alimento; l’avena con 320 mg per 100 grammi di alimento, e la farina di grano integrale con 170 mg per 100 grammi di alimento. Anche il grano saraceno è un’altra buona fonte di D-chiro-inositolo. Ovviamente il consiglio migliore è quello di utilizzare gli azuki che sostengono anche la funzione renale.

 Anche la carne è una fonte insostituibile di inositolo.

Alcune carni sono fonti ricche di D-chiro-inositolo. Carni in alto valore di D-chiro-inositolo sono soprattutto il fegato di vitellone con 340 mg di D-chiro-inositolo per 100 grammi di alimento, e di bovino adulto (che però sconsigliamo), con 260 mg di D-chiro-inositolo per 100 grammi di alimento. Anche la carne di maiale, è una potente fonte di D-chiro-inositolo ed inoltre, nonostante tutte le campagne contro i grassi, in verità sono proprio i grassi che frenano la risposta insulinica.

Frutta e verdura

Tra i frutti che contengono maggiori quote di D-chiro-inositolo ci sono le arance, che contengono 210 mg per 100 grammi di alimento; i pompelmi, che hanno 150 mg per ogni 100 grammi di alimento, le fragole, che ne possiedono 95 mg per 100 grammi di alimento; tra le verdure i piselli, che ne contengono 160 mg per 100 grammi di alimento; e il cavolfiore, che contiene 92 mg di D-chir-inositolo per 100 grammi di alimento. Una buona fonte sono anche le noci.

 

[1] Artini PG et al., Endocrine and clinical effects of myo-inositol administration in polycystic ovary syndrome. A randomized study, 2013 Apr; Gynecol Endocrinol. 

 [2] Costantino D et al, Metabolic and hormonal effects of myo-inositol in women with polycystic ovary syndrome: a double-blind trial, 2009 Mar-Apr, Eur Rev Med Pharmacol Sci.

 [3] Baillargeon JPAltered D-chiro-inositol urinary clearance in women with polycystic ovary syndrome, 2006 Feb, Diabetes Care.

 [4] Carlomagno G et al., Contribution of myo-inositol and melatonin to human reproduction, 2011 Dec; Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 

 [5]Whiting L et al.,  d-chiro-Inositol Attenuates Epinephrine-stimulated Hepatic GlucoseOutput in the Isolated Perfused Liver Independently of Insulin, 2012 Dec 7, Horm Metab Res.

 [6] Sára L et al., Arteriolar biomechanics in a rat polycystic ovary syndrome model - effects of parallel vitamin D3 treatment, 2012 Sep; Acta Physiol Hung. 

 [7] Kazerooni T et al., Effect of folic acid in women with and without insulin resistance who have hyperhomocysteinemic polycystic ovary syndrome, 2008 May; Int J Gynaecol Obstet. 

 [8] Kaya C et al.,  Obesity and insulin resistance associated with lower plasma vitamin B12 in PCOS, 2009 Nov; Reprod Biomed Online. 

 [9]Rafraf M et al.,Omega-3 Fatty Acids Improve Glucose Metabolism without Effects on Obesity Values and Serum Visfatin Levels in Women with Polycystic Ovary Syndrome, 2012 Oct, J Am Coll Nutr. 

 [10] Chakraborty P et al.Altered trace mineral milieu might play an aetiological role in the pathogenesis of polycystic ovary syndrome, 2013 Apr; Biol Trace Elem Res. 

 

Studi analizzati:

Artini PG et al., Endocrine and clinical effects of myo-inositol administration in polycystic ovary syndrome. A randomized study, 2013 Apr; Gynecol Endocrinol.

 Baillargeon JPAltered D-chiro-inositol urinary clearance in women with polycystic ovary syndrome, 2006 Feb, Diabetes Care.

 Carlomagno G et al., Contribution of myo-inositol and melatonin to human reproduction, 2011 Dec; Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 

 Chakraborty P et al., Altered trace mineral milieu might play an aetiological role in the pathogenesis of polycystic ovary syndrome2013 Apr; Biol Trace Elem Res. 

 Cinar N et al.,  Adrenocortical steroid response to ACTH in different phenotypes of non-obese polycystic ovary syndrome2012 Dec 7; J Ovarian Res. 

 Choi SW, et al., Association between a single nucleotide polymorphism in MTHFR gene and polycystic ovary syndrome2009 Jul; Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 

 Costantino D et al, Metabolic and hormonal effects of myo-inositol in women with polycystic ovary syndrome: a double-blind trial2009 Mar-Apr, Eur Rev Med Pharmacol Sci.

 González FHyperglycemia-induced oxidative stress is independent of excess abdominal adiposity in normal-weight women with polycystic ovary syndrome2012 Dec; Hum Reprod. 

 Jain M et al., MTHFR C677T polymorphism is associated with hyperlipidemia in women with polycystic ovary syndrome2012 Jan; J Hum Reprod Sci. 

 Kaya C et al.,  Obesity and insulin resistance associated with lower plasma vitamin B12 in PCOS, 2009 Nov; Reprod Biomed Online. 

 Kazerooni T et al., Effect of folic acid in women with and without insulin resistance who have hyperhomocysteinemic polycystic ovary syndrome, 2008 May; Int J Gynaecol Obstet. 

 Lim SS et al., The effect of obesity on polycystic ovary syndrome: a systematic review and meta-analysis, 2013 Feb, Obes Rev. 

 Mehrabani HHBeneficial effects of a high-protein, low-glycemic-load hypocaloric diet in overweight and obese women with polycystic ovary syndrome: a randomized controlled intervention study, 2012 Apr; J Am Coll Nutr. 

 Park KS et al., Fetal and early postnatal protein malnutrition cause long-term changes in rat liver and muscle mitochondria, 2003 Oct,  J Nutr. 

 Rafraf M et al.,Omega-3 Fatty Acids Improve Glucose Metabolism without Effects on Obesity Values and Serum Visfatin Levels in Women with Polycystic Ovary Syndrome2012 Oct, J Am Coll Nutr. 

Sára L et al., Arteriolar biomechanics in a rat polycystic ovary syndrome model - effects of parallel vitamin D3 treatment, 2012 Sep; Acta Physiol Hung. 

 Tosi F et al., Hyperinsulinemia amplifies GnRH agonist stimulated ovarian steroid secretion in women with polycystic ovary syndrome, 2012 May J Clin Endocrinol Metab. 

 Whiting L et al.,  d-chiro-Inositol Attenuates Epinephrine-stimulated Hepatic GlucoseOutput in the Isolated Perfused Liver Independently of Insulin, 2012 Dec 7, Horm Metab Res.

 Yang M et al., Zinc-α2-Glycoprotein Is Associated With Insulin Resistance in Humans and Is Regulated by Hyperglycemia, Hyperinsulinemia, or Liraglutide Administration: Cross-sectional and interventional studies in normal subjects, insulin-resistant subjects, and subjects with newly diagnosed diabetes2012 Dec 28, Diabetes Care.

 Zhu JP et al, Increased mean glucose levels in patients with polycystic ovary syndrome and hyperandrogenemia as determined by continuous glucosemonitoring2013 Feb, Acta Obstet Gynecol Scand.