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BIOTERAPIA NUTRIZIONALE NELLE GASTRALGIE

Uno dei disturbi più comuni a carico dello stomaco è l’eccesso di acidità, una condizione alla quale si associano una serie di sintomi che possono variare dal bruciore, alla pesantezza, dalla pirosi sporadica ai disturbi da reflusso gastroesofageo, spesso complicato da lesioni della mucosa dell’esofago. Questi sintomi però sono spesso comuni alla condizione opposta, l'ipocloridria. Quindi vanno fatti accertamenti per riconoscere e distinguere le due condizioni. 

Volendoci soffermare sull’iperacidità gastrica bisogna dire che spesso l’impiego di alimenti troppo caldi o troppo freddi e, più frequentemente, l’abitudine di mangiare in fretta, senza masticare adeguatamente, sono comportamenti che stanno alla base dei disturbi gastrici e digestivi. In questo caso il cibo non viene predigerito a sufficienza dagli enzimi salivari ma, soprattutto, arriva nello stomaco poco frammentato e quindi richiede un tempo maggiore per essere degradato dall’acido cloridrico. Lo stomaco tenterà di produrne in maggiore quantità, per cercare di rispondere alle esigenze del momento, realizzando così un’ipercloridria, ma questa maggiore permanenza dell’impasto acido all’interno del lume gastrico finirà per danneggiare il trofismo della mucosa.

 In una condizione di iperacidità viene utilizzata spesso una sostanza alcalina come acqua e bicarbonato. Poiché nello stomaco il pH è normalmente 2, quando c’è un eccesso di acido si pensa istintivamente di modificarlo con un tampone alcalino (acqua e bicarbonato): soluzione però molto rischiosa, perchè può portare verso forme ulcerative patologiche. Infatti, quando il pH dello stomaco viene violentemente portato da 2 a 7 (con il bicarbonato) si ha uno stimolo alla peristalsi, con svuotamento immediato, e conseguente illusorio sollievo del bruciore e dell’acidità: la condizione dell’ambiente gastrico, però, non è più fisiologica, in quanto alcalina, ragion per cui le cellule antrali, deputate alla produzione di acido cloridrico, verranno stimolate intensamente, peggiorando la condizione di partenza.

Presidio di emergenza

Due-tre cucchiaini di succo di limone puro sono sufficienti per aumentare l’acidità dello stomaco quel tanto che basta a provocare una contrazione con svuotamento verso il duodeno, dove i bicarbonati pancreatici provvederanno a tamponare efficacemente il pH.

Il limone è un alimento molto acido, privo di zuccheri. Lo zucchero infatti, in ambiente acido, produrrebbe una immediata fermentazione con gonfiore gastrico, pericolo di eruttazioni acide e, in ogni caso, aumento del dolore. La differenza rispetto all’uso del bicarbonato di sodio consisterà nel fatto che l’ambiente dello stomaco rimarrà moderatamente acido e le cellule HCl-secernenti non saranno attivate in modo improprio come nel caso precedente. E’ evidente che questa è una soluzione momentanea di emergenza, utile durante un episodio occasionale.

Allo stesso modo può tornare utile assumere il succo di mezzo pompelmo spremuto.

Se invece si vuole seguire un vero e proprio trattamento, per un lungo periodo, è consigliabile inserire "seminato" un pò in tutti gli alimenti un po' di Kuzu. 

ALIMENTI CONTROINDICATI

—  gli alimenti bolliti, perché, a causa della cottura in acqua, avranno una maggiore biodisponibilità dei loro zuccheri, con aumento dei fenomeni fermentativi all’interno del lume gastrico;

—  tutti gli alimenti imbibiti di olio (verdure trifolate) o di altri lipidi, (grassi di maiale, ad esempio, presenti nelle patate cotte al forno insieme con le salsicce) rallenteranno lo svuotamento gastrico e provocheranno un peggioramento della sintomatologia clinica;

—  gli alimenti lessati

a parte alcune eccezioni, come: la zucchina, il finocchio e la lattuga bolliti, conditi con olio extravergine d’oliva e aceto, di solito ben tollerati dai gastritici.

—  tutti gli alimenti liquidi, come:

  • il brodo, soprattutto di carne: perché costituisce un potente stimolatore della secrezione di acido cloridrico
  • i minestroni: hanno un contenuto in cellulosa che, insieme con l’imbibizione generale, provocherebbe un’eccessiva stasi nel lume gastrico, con aumento della sofferenza.
  • Anche le proteine costituiscono difficoltà per uno stomaco gastritico:
    • le uova fritte, o le uova sode;
    • le carni rosse, come gli hamburger;
    • il pesce è controindicato in fase acuta per lo stimolo tiroideo indotto dallo iodio, non va proposto, soprattutto bollito, né al cartoccio;
    • Le frittate, soprattutto con l’aggiunta di verdure, rappresentano preparazioni alimentari controindicate nelle patologie gastriche.

ALIMENTI CONSIGLIATI

Ad eccezione di casi particolari (quando ad esempio è presente un problema colecistico), il fritto o il soffritto, come modalità di cottura (se si rispettano alcune regole sulla frittura sana) ha tutti i requisiti per essere indicato in caso di difficoltà della funzionalità gastrica.

L’alimento fritto subisce uno shock termico violento ma di breve durata, che non altera le sue strutture interne, in virtù della pellicola lipidica di protezione che si forma appena viene immesso in olio extravergine d’oliva bollente.

La stessa pellicola evita la penetrazione dell’olio in profondità, per cui l’imbibizione lipidica è ridotta al minimo e la perdita della quota di acqua è totale.

—Molte verdure a foglia, improponibili crude, saranno tollerate se ripassate in padella con olio extravergine d’oliva, aglio e peperoncino (il peperoncino, usato con moderazione, stimolerà le capacità digestive).

—Anche la cottura in pastella propone alla mucosa gastrica un alimento disidratato e scarsamente imbibito dall’olio d’oliva, per merito della pellicola protettiva dell’involucro della pastella.

—Per la stessa ragione, la carne, notoriamente dotata di azione stimolante sulla mucosa gastrica e perciò irritante, diviene molto più digeribile quando viene proposta panata, ma anche se viene predigerita con aceto o con limone e poi appena cotta sulla griglia (senza “sbruciacchiare” la carne).

—Uova al piatto (al vapore) o alla coque con il limone;         

—Quando sarà possibile proporre il pesce sarà meglio proporlo cotto al sale o fritto;

— Riso e legumi ma non associati ad altra proteina animale nello stesso pasto;

 

ALIMENTI PROIBITI

ALIMENTI CONSIGLIATI

  • Alcool
  • Tabacco
  • Cioccolato
  • Caffè
  • Orzo
  • Menta
  • Alimenti zuccherini
  • Alimenti troppo caldi
  • Alimenti troppo freddi
  • Bevande gassate
  • Formaggi e latticini (yogurt, ricotta)
  • Minestrine, minestroni
  • Passati di verdure
  • Pasta o riso ben cotti
  • Hamburger
  • Verdure lesse (si fa eccezione per la zucchina, il finocchio e la lattuga bolliti)
  • Verdure trifolate
  • Frittate
  • Funghi
  • Frutti di mare (vongole, cozze, ostriche)
  • Carpaccio di carne o di pesce
  • § Pesce in genere (in fase acuta)
  • Uovo sodo o in camicia
  • Legumi
  • Pasta con glutine
  • Patate bollite o al forno se cotte con la carne
  • Verdure crude (fatto salvo lattuga  e cappuccina)
  • Peperoni
  • Melanzane
  • Fragole (consentite nelle gastriti atrofiche)
  • kiwi (nella fase acuta)
  • melograno (nella fase acuta)
  • frutti di bosco (nella fase acuta)
  • uva
  • ciliegia
  • mela
  • ananas

 

  •  Zucchine bollite, condite con olio extravergine d’oliva e aceto
  • Finocchi bolliti, conditi con olio extravergine d’oliva e aceto
  • Lattuga bollita, condita con olio extravergine d’oliva e aceto
  • Alimenti fritti (no dorati)
  • Fettina panata
  • Verdure pastellate
  • Ortica cotta (lenitiva)
  • Carne panata
  • Prosciutto crudo
  • Peperoncino
  • § Uovo al piatto
  • Latte (per chi non ha intolleranze al lattosio)
  • Parmigiano reggiano
  • Patate fritte
  • Patate al forno cotte da sole (senza carni o altro)
  • Polenta (alimento d’elezione)
  • Pasta ao e pep oppure all’arrabbiata, sempre cotta al dente, meglio senza glutine (preferibile pasta grossa)
  • Straccetti di vitellone ao
  • Carne ai ferri (lombata di vitella, petto di pollo, petto di tacchino, maiale)
  • Cavolfiore aoe pep
  • Lattuga bollita e rip.
  • Cavolo cappuccio BIANCO crudo o centrifugato o tagliato sottilissimo, condito con sale, olio e poche gocce di aceto
  • Cavolo cappuccio BIANCO rip. 
  • Involtini di cavolo cappuccio BIANCO
  • Appena migliora: mandarini, melone, pesca, cocomero, pompelmo, arancio.
  • Quando migliora: pesce al sale (sono proponibili: sogliola, rombo, merluzzo e pesci bianchi)
  • Camomilla (a piccoli sorsi)
  • Tisana di alloro (antimeteorica)
  • Thè a lunga infusione
  • Banana acerba
  • Papaia
  • Avocado
  • Cardi
  • Solo i fondi del carciofo (buttare le foglie)
  • Parte bianca delle coste di bietola
  • Solo la crosta del pane oppure pane tostato
  • Riso all’arrabbiata
  • Zenzero

 

 La ricetta toccasana:

Una delle migliori modalità di riparazione della mucosa gastrica è costituita da un piatto come il riso all’ortica, che associa, all’azione assorbente del riso sui succhi gastrici, l’azione cicatrizzante, lenitiva ed antianemica dell’ortica, che va aggiunta a cottura del riso ultimata, selezionando solo le foglie e non gli steli. Per prepararlo si pone il riso in una casseruola con aggiunta di cipolla finemente tritata e olio extravergine d’oliva e, solo quando sarà lievemente dorato, si verserà un mestolo alla volta di acqua bollente, lasciando sobbollire a fuoco lento; dopo circa 15 minuti si aggiungerà l’ortica, accuratamente lavata, e si continuerà a cuocere per altri 2 minuti, fino a cottura completa del riso. (L’ortica cuoce in tre minuti). Spolverare di zenzero. (Lo zenzero ha infinite proprietà, tra le quali anche quelle di sedare i dolori del Sistema Gastro Enterico).

Una nota a margine: Spesso i disturbi gastrointestinali appartengono a persone che hanno il polimorfismo COMT.

 

 

Rif: "Nutrizione e funzioni organiche". Arcari Morini, Aufiero, D'Eugenio. Vis Sanatrix