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Bioterapia Nutrizionale  nella CANDIDA

  • Come colonizza il nostro organismo la candida?

In un sistema digestivo sano il piccolo intestino e lo stomaco non sono colonizzati da batteri patogeni. La forma "buona" della candida convive nel colon con mille altri batteri “buoni”. Quando però l’eco-sistema della microflora del colon non è più equilibrato i batteri patogeni possono migrare nel piccolo intestino e nello stomaco e questo in prima battuta ostacola la digestione. I patogeni “rubano” le sostanze nutritive alla flora batterica “buona” ed i loro prodotti di scarto invadono il canale digestivo. Una delle tossine prodotte dai funghi è proprio un enzima che permette ai funghi di forare la parete intestinale, creando la permeabilità intestinale.


I funghi (come la candida) inoltre, producono anche altre tossine come alcuni acidi organici, che possono anch’essi danneggiare la parete intestinale. La crescita dei batteri patogeni nel piccolo intestino distrugge gli enzimi sulla superficie delle cellule intestinali, impedendo la digestione e l’assorbimento dei carboidrati.

Ma quando i microvilli delle pareti intestinali sono danneggiati, come nel caso della permeabilità intestinale, l’ultimo stadio della digestione, operato degli enzimi che si dovrebbero trovare su quei microvilli, non può avvenire. In queste condizioni soltanto i monosaccaridi possono essere assorbiti in virtù della loro struttura mono-molecolare.

  • Le strategie per eliminare la Candida sono quindi quelle di:

1)   impedire la replicazione eccessiva del fungo, togliendogli il nutrimento principale: gli zuccheri, in particolare quelli complessi, perché tali zuccheri favoriscono la fermentazione, che a sua volta favorisce l’attività dei miceti. Infatti i carboidrati non digeriti che rimangono nel piccolo intestino fanno sì che il corpo, per un meccanismo omeostatico, cominci ad attirare acqua nel canale digestivo. Questo spinge i carboidrati non digeriti nel colon, dove diventano il pasto luculliano per i microbi. Questo meccanismo permette un’ulteriore proliferazione dei microbi patogeni indesiderati e continua ad aumentare i problemi del malassorbimento.

 2)   Utilizzare diversi prodotti estratti dalle erbe come l’aglio, la propoli, l’acido caprilico (un estratto del cocco), l’ echinacea, l’estratto di semi di pompelmo.

 3)   Ricostituire la flora intestinale introducendo ceppi batterici che contrastano la replicazione della candida: L. acidophilus e Bifidobacterium, che sono i competitori della Candida, e che normalmente vengono ridotti nel microbiota quando si utilizzano dei farmaci steroidi (cortisonici) o antibiotici.

 4)   Utilizzare “rimedi” locali come lavande con qualche goccia di tea tree oil oppure the bancha (rinfrescante) con sale marino e poi crema alla calendula.

Questi rimedi in genere sono molto efficaci, ma possono necessitare di 6 mesi ed anche più per riportare a valori normali la presenza della Candida.


CONSIGLI PER CONTRASTARE LA CANDIDA

ELIMINARE:
  •  Zuccheri complessi e lieviti (pane, pasta, pizza, dolci, focacce, biscotti, brioches, crackers, gallette di riso, tacos, gallette di mais, maizena, formaggi, salsa di soia, pop corn, pane di segale, chicchi di cereali e pseudocereali, amasake, patate e patate dolci americane)
  • Alcuni zuccheri semplici (zucchero bianco, zucchero di canna, glucosio, saccarosio, maltosio, sorbitolo, mannitolo, lattosio, galattosio, sciroppo di riso, sciroppo d’acero, succo d’agave, melassa, sucanat, Frutto-Oligosaccaridi FOS), e dolci derivati come gelati, cioccolata, succhi di frutta confezionati, marmellate, budini, caramelle, frutta sciroppata, gelatine di frutta confezionate, torte e articoli di pasticceria)
  •  Cereali (pasta e riso)
  • Carni e pesci stagionati, affumicati, wrustell, mortadella, carne in scatola pressata e/o affettata (a meno che non si tratti di prosciutto di Parma o San Daniele certificati che non contengono additivi e zuccheri aggiunti). Al posto dell’acido citrico, il più delle volte creato a partire da lieviti, sono utilizzabili alcune gocce di limone. Evitare assolutamente il glutammato monosodico.
  •  Funghi: sia per problemi di reazioni allergiche che per il loro potere irritante sulle mucose gastriche e sul sistema nervoso.
  •  Ortaggi amidacei: patate, topinambur, radici di cicoria (amidi in genere).
  •  Latte e latticini pastorizzati perché contengono lattosio e soprattutto caseina che contribuisce alla permeabilità intestinale. I formaggi sconsigliati sono soprattutto quelli con breve fermentazione.
  • Bevande e bibite industriali, soprattutto gassate o zuccherate;  cibi confezionati (in scatola, come maionese, salse di pomodoro, sottaceti, salse), cereali da prima colazione, merendine industriali, cibi conservati, raffinati, vino birra, alcolici.
  •  Caffè e té. Soprattutto perché, attivando il surrene, stimolano il rilascio di zucchero dal fegato, creando salti glicemici. Esaurendo anche il pancreas la candida si espande.
  • Acque che contengono cloro. Il cloro vanifica lo sforzo di recuperare una flora batterica sana.
  •   Alimenti ai quali si è intolleranti o allergici.
  • Avanzi di cibi in frigorifero che, deteriorandosi, creano muffe  e fermentazioni pericolose.

CONSUMARE CON MODERAZIONE:

  • Carni (NON da allevamento intensivo perché conterrebbero forti dosi di antibiotici ed ormoni che alterano l’equilibrio della flora batterica). Meglio se biologiche o comunque di un allevatore noto per i metodi di allevamento. Inoltre è meglio acquistarle presso le macellerie e non nei supermercati perché (come si può leggere dalle etichette sui banconi) quelle contengono molti additivi superflui e pericolosi (a partire dal saccarosio). Vanno utilizzate con moderazione perché le carni acidificano. Invece nella candida bisogna alcalinizzare il terreno.
  •  Come dolcificante (quando indispensabile) utilizzare il miele (in associazione con lo zenzero ha mostrato potere antifungino).
  • Frutta poco zuccherina sbucciata e cotta (con una buccia di limone, tre chiodi di garofano e un pezzetto di stecca di cannella) o disidratata in casa: avocado, ribes, more, ciliegie, melegrane, lamponi, pompelmi, fragole, mandarini, banane, pesche bianche, melone estivo, kiwi, cocco, bacche di tutti i tipi, limes, mango, uvetta sultanina (sempre ben lavata).
  • 
Farine di semi oleosi (noci, nocciole, pinoli, pistacchi, mandorle, sesamo, girasole, arachidi, semi di zucca, semi di lino)
  • Alcuni autori ammettono l’uso moderato del pane ma se fatto in casa con pasta madre da farine senza glutine integrali e biologiche (per evitare pesticidi e anticrittogamici).*

* L’eccezione nell’ammissione di uso di modeste quantità di pane fermentato con la pasta madre e ottenuto da farine integrali biologiche senza glutine, sarebbe perchè:

  • la fermentazione della pasta madre produce decine di sostanze chimiche naturali, tra cui acidi acetico e lattico, alcoli ed eteri aromatici, ma soprattutto saccharomyces cervisiae che combatte la superproduzione di ROS ;
  • l’assenza di glutine ne assicura minore risposta infiammatoria;
  • la proteolisi operata dai batteri lattici comporta una maggiore digeribilità delle proteine;
  • le farine integrali biologiche assicurano vitamine preziose (acidi grassi polinsaturi e la vitamina E, vitamine del gruppo B, fibre, i polifenoli e altre sostanze antiossidanti) e non pesticidi;
  • gli aminoacidi rilasciati dalla proteolisi batterica sono molti di più rispetto alla lievitazione con lievito di birra;
  • le fitasi batteriche liberano i sali chelati all’acido fitico rendendo  maggiormente biodisponibi i minerali.

CONSUMARE LIBERAMENTE:

  • Germogli di broccolo, di crescione, di ravanello, di rucola, ma non di legumi o di soia.
  • Pesce di piccola taglia, non di allevamento. Olio di pesce o di fegato di merluzzo.
  • Farine di cocco e di semi come le mandorle, le nocciole, le noci.
  •  Pomodori
  • Succo di limone
  • Insalate, (riccia, valeriana, scarola, rucola, radicchio, belghe, cicorie di campo: tarassaco, crespino, pimpinella, caccialepre, coste d’asino, ecc.)
  • Ortaggi (barbabietola, cardi, carciofi, ravanelli, sedano rapa (crudo), sedano, bietole, broccoli, cavolfiori, cavolo cappuccio, cetrioli, finocchi crudi, cicorie di campo, daikon, rape bianche, fiori di zucca)
  • Olive
  • burro chiarificato (privato della caseina)
  • Prosciutto di Parma o S. Daniele
  • Uova di gallina, uova di quaglia (intere soprattutto), ma biologiche e maionese fatta in casa.
  • Olio extravergine di oliva, olio di cocco.
  • Oli di semi soltanto se spremuti a freddo, soprattutto di sesamo (Biol Res Nurs. 2013 Sep 19) e utilizzati soltanto per condire.
  • Zenzero, curcuma, peperoncino, basilico, prezzemolo, rosmarino, cannella
  • Cipolle crude, aglio, porri e scalogno anche cotto.
  • yogurt soltanto se fatto in casa con latte di capra e fermentato da 24 a 48 ore nella yogurtiera*

* L’industria (ma anche la fattoria) utilizza un latte con un contenuto basso di proteine, e quindi, per proporci quello yogurt cremoso che ricorda la Grecia, deve utilizzare alcuni stratagemmi. La legge non impone di usare latte con un adeguato contenuto proteico (che è segno di qualità), ma consente che il latte sia addizionato con proteine del latte fino a portare il contenuto proteico ai valori ottimali del 3,8-3,9%. Le fonti delle proteine aggiunte possono essere il latte scremato in polvere o concentrati di proteine del latte (caseinati/proteine del siero di latte) di provenienza ignota, sconsigliati.
 Nello yogurt fatto in casa e nei formaggi naturali, inoltre, la caseina prende una struttura che ha meno probabilità di causare reazioni. Tuttavia se è presente un polimorfismo che non consente il metabolismo del lattosio e/o della caseina è sempre meglio evitare. Sarà possibile utilizzare i fermenti dello yogurt: il Lattobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus, sul latte di mandorle preparato artigianalmente o -se reperibile- senza zuccheri e amidi aggiunti. Viene un ottimo yogurt.

N.B. Nel caso di allergie: il rischio di reazioni crociate nell’allergia al latte vaccino suggerisce prudenza anche con il latte di capra.

Metodi di cottura degli alimenti: nella candida non sono consigliate inizialmente né troppe insalate crude (troppo ricche di fibre), né i minestroni o le zuppe, né le fritture (almeno in una prima fase di detossicazione dolce), meglio proporre il soffritto e la cottura al vapore (cotture yang per contrastare lo yin). Soprattutto le pietanze debbono risultare piuttosto asciutte. Come frutta e verdure in una prima fase sono utilizzabili gli estratti o al massimo le centrifughe, per poi passare (quando lo stato della mucosa è in via di guarigione) ai frullati di frutta e verdura. È bene però stabilire per ogni centrifugato un 60% di frutta e un 40% di verdure, in modo da tenere basso il carico glicemico complessivo e ridurre l’impatto insulinico.

Riflessologia plantare: trattare i punti dell’intestino crasso e tenue (al centro della pianta del piede) utero e vagina (sotto il malleolo tibiale interno) e zona pelvica (tallone). 

Integratori          

*          Betacarotene, vit. C, selenio, zinco e quercitina

*          Tintura di Cardo Mariano (l’equivalente di 150 mg silimarina 3 volte al giorno) diluita in poca acqua tiepida (alcuni frati un tempo usavano spennellare l’addome con questa tintura in modo da assicurarne un assorbimento per via cutanea proprio vicino ai distretti interessati).

Probiotici ad Hoc

 NOTE:

-       In molti casi è inevitabile, addirittura per alcuni mesi, evitare tutti i cibi contenenti lieviti o muffe perché il corpo potrebbe essere diventato sensibile ai fermenti o ai loro derivati.

-       La candida è un fungo e perciò la sua crescita è agevolata dai prodotti fermentati. Tuttavia alcuni Lactobacilli presenti nelle verdure fermentate tradizionali coreane sono state identificate come il ceppo antimicotico più potente contro la candida albicans (J Microbiol. 2014 Jan). Si tratta di verdure stagionate in salamoia (Kimchi = cavolo fermentato / crauti, rigorosamente preparati in casa). NON DEBBONO CONTENERE ZUCCHERI. Possono essere introdotte a partire dal liquido derivante dalla fermentazione. A piccole dosi.

-  È possibile, per lo stesso motivo, usare il Kefir perché produce lattobatteri utili a contrastare la candida, ma fino a quando la sensibilizzazione al latte risulta evidente è meglio usare Kefir d'acqua. Soltanto in seguito, quando si sarà sulla via della guarigione, sarà possibile inserire  piccolissime dosi di tempeh, o di miso di riso (quale rinforzante la flora batterica intestinale) e tamari (ma non salsa di soia), che possono essere utilizzati per insaporire gli alimenti e offrire batteri “buoni”. E il primo alimento utile, al momento di reinserire i carboidrati complessi, potrà essere il pane fatto in casa con la pasta madre per i numerosi "batteri amici" che lo compongono.