News

Scopri il mio nuovo libro

Login Form

Consigli naturali nell’ipotiroidismo autoimmune

 

La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune caratterizzata dalla presenza nel siero dei pazienti affetti di autoanticorpi antitiroidei:

  •  gli AbTg (anticorpi antitereoglobulina, presenti nel 50-60% dei casi),
  •  gli AbTPO (anticorpi antitireoperossidasi, presenti in oltre il 90% dei casi);

È l’attacco del Sistema immunitario che si rivolge contro se stesso: spesso le cause sono da ricercarsi in una condizione di stress acuto prolungato. Il cortisolo prodotto nelle fasi di stress è infatti in grado di influire sul sistema immunitario, e più a lungo dura la fase più è facile che s’inneschi una patologia autoimmune (Botttaccioli, 1995).

 

Questa condizione, continuando ad aggredire la funzionalità della ghiandola, determina un ipotiroidismo, ovvero un calo della produzione di ormoni tiroidei, con perdita della funzionalità della tiroide e ricadute a cascata su tutti gli organi del corpo. Gli ormoni che produce la tiroide infatti svolgono un ruolo fondamentale nel regolare il metabolismo corporeo e il funzionamento di organi importanti come il cervello, il cuore, il fegato, i reni e la pelle.

I sintomi avvertiti, prima ancora del risultato delle analisi, sono: stanchezza, freddolosità, mancanza di concentrazione, depressione, irritabilità, cali di memoria, sonnolenza diurna, dolori muscolari, calo del desiderio sessuale, alterazione del ciclo mestruale nelle donne, stipsi, caduta dei capelli, secchezza della pelle, ecc.

 

Nella maggior parte dei casi, la tiroidite di Hashimoto porta a una tiroide cronicamente ipoattiva e al bisogno di assumere a vita un ormone sostitutivo sintetico, la levotiroxina (contenuti nei farmaci noti come Eutirox e Tirosint).

 Un’alimentazione corretta può migliorare il decorso della malattia, ridurre l'intensità dei sintomi e il numero dei disturbi fisici correlati, allungare i periodi di benessere, diminuire le fasi di riacutizzazione e diluire i tempi della prognosi.

La dieta antinfiammatoria è il primo strumento di difesa contro le problematiche correlate alla caduta degli ormoni.  

Il termine "dieta" non va inteso come regime alimentare teso al dimagrimento, ma come adozione di uno stile di nutrizione sano volto al benessere personale. Una dieta  consistono centrata soprattutto su cibi prevalentemente di origine vegetale (verdura, semi, frutta a guscio, alcuni cereali integrali, frutta senza eccessi, legumi) e pesce, nello scegliere preparazioni semplici, poco elaborate, evitando tutti gli alimenti conservati, impacchettati, industrializzati e nel proporre in abbondanza cibi freschi, vivi e colorati, ricchi di vitamine, enzimi ed acidi grassi polinsaturi sani.

La Bioterapia Nutrizionale agisce regolando l’equilibrio glicemico (spesso alterato dagli squilibri ormonali), utilizzando un blando stimolo metabolico, il sostegno epatico e il drenaggio renale.

Lo stimolo metabolico deve servire a sostenere gli emuntori, attivandoli leggermente, senza eccedere, per evitare di eccitare un soggetto che tende a reagire troppo agli stimoli.

A questo si aggiunge un lavoro specifico sull’infiammazione attraverso l’uso appropriato degli alimenti dotati di specifiche proprietà.

 

Alimenti antinfiammatori consigliati:

  • Scegliere soprattutto il PESCE pescato (aringa fresca, salmone fresco, alici, sarde, coregone, cozze, calamari, polpi): le patologie autoimmuni si giovano dell’uso del pesce, che accelera i processi metabolici migliorando così l’eliminazione delle sostanze tossiche e riducendo i processi infiammatori per merito dei grassi omega 3 EPA e DHA. Questi pesci andrebbero consumati crudi (dopo essere stati abbattuti) o cotti a vapore o comunque evitando di superare i 100 gradi perché gli omega 3 sono molto delicati e la loro ossidazione (favorita dalle alte temperature) riduce le loro potenzialità terapeutiche.
  • Scegliere altri alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi della serie omega3 [1] (riducono la sintesi di molecole infiammatorie e svolgono una potente attività antinfiammatoria): olio di lino (che deve essere usato solo a crudo), noci, mandorle, nocciole, rosmarino ed origano, semi di zucca, fagioli di soia, portulaca.
  • Incrementare l'uso di alimenti contenenti selenio. Studi clinici confermano che la supplementazione di selenio allevia la tiroidite autoimmune regolando l'espressione delle citochine TH1/TH2 [2]e[3]. È consultabile on line una tabella degli alimenti contenenti selenio, alimenti che comunque vanno opportunamente scelti.
  • Utilizzare lo zenzero, antinfiammatorio, in tutte le pietanze possibili.
  • Utilizzare la curcumapotente antiossidante.
  • Ridurre l’utilizzo di alimenti ricchi di glutine (grano, orzo, avena, farro, kamut, seitan) per la presenza dei peptidi immunogenici della gliadina (contenenti  glutammina) resistenti alla digestione enzimatica pancreatica e gastrica e filtranti la barriera intestinale; e preferire il moderato consumo di altri cereali e pseudo-cerali integrali (riso integrale, riso selvaggio, quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno) per il loro contenuto in acidi grassi polinsaturi (omega 3)
  • Assumere giornalmente frutta, ma soprattutto verdure fresche e biologiche, alimenti ad alto contenuto di vitamine antiossidanti A, C, E (che contrastano l'attività dei radicali liberi, responsabili della produzione di molecole infiammatorie, della differenziazione e della crescita cellulare in genere).



La Vitamina A è contenuta in: prezzemolo, carote, peperoncino rosso, basilico, zucca gialla, radicchio verde, pomodori e pomodorini. 


La Vitamina C in: peperoncini piccanti, ribes nero, ortica, prezzemolo, peperoni, arance, mandarini e limoni, kiwi, mango. 


La Vitamina E si trova in: nocciole, mandorle, germe di grano, olio extra vergine d'oliva, pinoli, salvia e rosmarino.

 Alimenti specifici indicati per contrastare l’infiammazione:

  • ANANAS: è nota l’azione antinfiammatoria della bromelina dell’ananas.
  • CETRIOLO: il suo contenuto in azulene ha un’azione antinfiammatoria e decongestionante.
  • FRAGOLE: contengono, tra l’altro, acetil-salicilico che agisce sull’infiammazione e sul dolore. Ma che siano fragole biologiche, perché altrimenti sono ricche di anticrittogamici. È possibile rimuovere queste sostanze facendo sostare le fragole nel vino rosso (senza solfiti).
  • LAMPONI: la presenza di acido salicilico, di polifenoli e di oli essenziali li rendono molto indicati negli stati infiammatori di diversa origine. 
  • LIMONE: le numerose sostanze benefiche contenute nella polpa e nella buccia del limone lo rendono un alimento insostituibile. Utile il succo di limone bevuto al mattino in acqua tiepida.
  • PREZZEMOLO: la sua ricchezza in vitamina C e la presenza di ferro molto disponibile lo rende utile per la sua azione antiossidante e per favorire l'assorbimento del ferro e degli altri Sali minerali, soprattutto il calcio. In Bioterapia Nutrizionale è aggiunto sempre crudo a fine cottura alle carni, ai pesci e alle verdure.
  • UVA: la ricchezza in zuccheri e sali minerali, la sua attività antibatterica e antitumorale, la ricchezza in vitamine e in tannini, rendono l’uva un frutto preziosissimo. Va considerato comunque l’alto indice glicemico dell’uva.

Altri consigli utili:

  • limitare il più possibile l'assunzione di acidi grassi saturi animali e di acido arachidonico (precursori di prostaglandine infiammatorie): latte, formaggi (si fa eccezione per il parmigiano reggiano), burro, uova, carne rossa, salumi.
  • Ridurre il consumo di acidi grassi della serie omega 6 (promuovono la sintesi di acido arachidonico): olio di soia, olio di girasole, olio di mais, olio di sesamo, olio di semi vari, margarina, maionese industriale, semi di girasole.
  • Limitare per quanto possibile prodotti contenenti zuccheri complessi e non eccedere con gli zuccheri semplici (biscotti, torte, bibite zuccherate, gelati, prodotti di pasticceria in genere), imparando a cucinare dolci alternativi dove sostituire il latte vaccino, il burro e lo zucchero con: latti vegetali (di mandorle e senza zuccheri), creme di nocciola, crema di mandorla (senza zuccheri aggiunti), dolci preparati con la farina di frutta secca, l’uva passa e il succo di mela.

Vitamina D. La vitamina D è stato dimostrato essere un potente immunomodulatore. Studi clinici consigliano la supplementazione di vit D e raccomandano lo screening per scovare deficit di vitamina D  e conoscere i livelli sierici di calcio nei pazienti ipotiroidei.[4]

 Il consiglio migliore, inoltre, per mantenere un buon trofismo muscolare e per facilitare le funzioni dell’insulina è quello di svolgere un'attività fisica moderata e regolare (passeggiate, nuoto, bicicletta)  in modo da mantenere la mobilità articolare e migliorare il tono dell'umore, due elementi che nell’ipotiroidismo autoimmune possono precipitare rapidamente….

E quello che conta è frenare l'asse dello stress con un po' di meditazione[5].



[1] Food Funct. 2011 Jul;2(7):386-94. doi: 10.1039/c1fo00002k. Epub 2011 Jul 8.

[2] Biomed Environ Sci. Nov 2013, 26 (11) :920-5. doi: 10.3967/bes2013.022.

[3] Orv Hetil. 2013 13 Oct, 154 (41) :1628-35. doi: 10.1556/OH.2013.29723.

[4] Int J Salute Sci (Qassim). Nov 2013, 7 (3) :267-75.

[5] Proc Natl Acad Sci U S A. 2014 May 20;111(20):7379-84. doi: 10.1073/pnas.1322174111.