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Bioterapia Nutrizionale per il bambino iperattivo

Il bambino iperattivo, che non va confuso con un bambino vivace, carico di vitalità, è un bambino che presenta un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. La diagnosi può essere fatta esclusivamente seguendo i parametri riportati nel DSM IV. Il suo problema deriva da una vera e propria incapacità di regolare il proprio comportamento in funzione dello scorrere del tempo e delle richieste formulate dall’ambiente. La difficoltà per il bambino non sta nel processare gli stimoli in ingresso, ma nella parte conclusiva di rielaborazione dei dati e restituzione di quei dati agli impulsi. Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un vero problema per il bambino, ma anche per chi ci convive (famiglia e scuola) perché è difficile sostenerne il ritmo e spesso rappresenta un vero e proprio ostacolo al conseguimento degli obiettivi della persona.

Questa problematica non è frutto dell’educazione, tuttavia spesso i feedback che questi bambini ricevono dall’ambiente sono inappropriati proprio perché i normali strumenti pedagogici (divieti, punizioni, ecc.) per arginare i comportamenti esuberanti,  con loro non funzionano. Molti interventi pedagogici risultano invece efficaci perché si incentrano sulle tecniche cognitivo-comportamentali (offrono al bambino di “lavorare” senza condizioni di stress). Ai genitori viene insegnato a dare istruzioni chiare, a rinforzare positivamente i comportamenti accettabili, ad ignorare alcuni comportamenti problematici, e ad utilizzare in modo efficace le “token economy” (tecnica a punti). Ma queste tecniche hanno un beneficio limitato proprio perché “le tempeste vengono da dentro”. Il bambino spesso si ritrova stupefatto egli stesso dal suo modo così esuberante di reagire; molto spesso questi comportamenti si trascinano fino all’età adulta creando un vero e proprio disadattamento. Sono quegli adulti che non tollerano le attese, che sono impazienti in fila, che non riescono ad accettare di poter trovare un ostacolo e dover arrivare tardi…

Già da tempo gli studi che hanno utilizzato tecniche di brain imaging, hanno dimostrato che questi bambini presentano livelli inferiori di attività cerebrale (che sono stati misurati attraverso il consumo del glucosio e dell’ossigeno), in particolare, nel circuito che collega le regioni prefrontali con il sistema limbico attraverso il corpo striato (Sieg et al., 1995). In queste regioni sono presenti numerosi circuiti della dopamina e della noradrenalina, infatti i bambini iperattivi presentano livelli inferiori di questi neurotrasmettitori rispetto ai bambini del gruppo di controllo. Spesso i genitori sottovalutano il problema proprio perché riportano che anche uno dei genitori “da piccolo” si comportava in modo analogo, e questo dato ha fatto concentrare la ricerca sui fattori neurobiologici controllati da specifici geni che potrebbero essere alla base dell’insorgenza dell’ ADHD.

Tuttavia i geni a tutt’oggi non sono risultati inequivocabilmente responsabili dell’ADHD, piuttosto sono stati evidenziati singoli polimorfismi come: CDH13, DRD4 oppure COMT Val158Met o Val66Met o MAO-A.

I polimorfismi sono mutazioni puntiformi nel genotipo, come negli SNPs; nel caso di presenza di polimorfismi non c’è una vera e propria mutazione genetica, ma una piccola variazione del materiale genico a carico di un singolo costituente. Quello che fa la differenza anche tra due gemelli.

Ci sono correlazioni tra il gene COMT e la sindrome dell’intestino irritabile (che è comunque una sindrome che porta disturbi anche di carattere emotivo e spesso si associa all’iperattività). L’enzima catecol-o-metiltransferasi (Gene COMT) svolge un ruolo chiave nella funzione della corteccia prefrontale, che rappresenta il locus di degradazione della dopamina. È stata rilevata nell’ADHD una variante allelica nel polimorfismo del Gene trasportatore della dopamina (DRD4) che influenza l’azione post-sinaptica della dopamina ed è implicato in molti processi neurologici. Questo polimorfismo si trova in associazione con alcuni tratti specifici della personalità ADHD e la reazione tipica allo stress (impulsivo- reattivo).

Un pregiudizio diffuso è che sia colpa dei genitori se i figli si comportano con toni un po’ troppo esuberanti, in verità questo riscontro è stato evidenziato soltanto nel caso che il bambino abbia un polimorfismo MAO-A (gene della monoamino-ossidasi A). Il Gene MAO-A è coinvolto infatti nella processazione della serotonina. Come la dopamina, anche la serotonina è un altro neurotrasmettitore: è coinvolto nell’umore e sbilanciamenti nei livelli della serotonina sono associati a depressione, aggressività, ansia e al disturbo ossessivo compulsivo e ADHD.

Altri studi supportano l’ipotesi che il fattore neurotrofico BDNF, associato al polimorfismo Val66Met (che processa la metionina), sia coinvolto nella patogenesi dell’ADHD. L’allele Met modula proprio l’attivazione neuronale nelle regioni associate con la consapevolezza emotiva. I portatori di questo polimorfismo hanno indubbiamente livelli di ansia elevati. Questi bambini hanno, molto più di altri, bisogno di esplicarsi in un’attività sportiva. Inoltre presentano volumi minori dell'ippocampo ed hanno uno scarso rendimento nei compiti dove si richiede memoria di lavoro. Il BDNF è la più diffusa neurotrofina, a livello sia centrale sia periferico. Esercita numerosi effetti sul sistema nervoso tra cui la differenziazione neuronale, la modulazione della connettività sinaptica e la regolazione dei fenomeni di riparazione neuronale. Infine, la metionina è un agente chelante. Mancando naturalmente, questi bambini si intossicano e smaltiscono con difficoltà le tossine. La metionina partecipa nella sintesi di taurina, creatina, cistina, carnicina, cisteina, vitamina B12, lecitina, adrenalina, colina, ed altri acidi nucleici. Un eccesso introdotto mediante integratori produce però altri squilibri. E’ più corretto integrare con la dieta.

Un altro polimorfismo (genotipo G1287A del gene NET) relativo al gene trasportatore della noradrenalina (neurotrasmettitore del sistema nervoso simpatico periferico che partecipa alla produzione degli stati di attivazione delle risposte stressorie) è correlato agli errori di connessione presenti nei bambini ADHD. In questi casi è sempre bene misurare le catecolamine sieriche. Qui il ruolo centrale lo svolge lo stress. La noradrenalina si lega ai recettori dopaminergici attivandoli; ha funzioni trofiche e determina la sopravvivenza dei neuroni dopaminergici, aumenta la concentrazione di molecole anti-infiammatorie ed inibisce la formazione di sostanze infiammatorie e responsabili dello stress ossidativo.

Il mosaico degli eventuali polimorfismi associati all’ADHD non è ancora stato completato.

 C’è da dire che se ci sono questi problemi con i neurotrasmettitori il mondo emotivo indubbiamente ne risente e quindi il primo accorgimento che bisognerebbe adottare nel caso dell’ADHD è quello di assicurare un ambiente esterno ben strutturato e rassicurante, in modo da sedare l’ansia che spesso si correla alla difficoltà di dominare gli impulsi; e di assicurare un mondo interno emotivo e fisiologico il più sedativo possibile. La medicina utilizza gli psicofarmaci, sottacendo però molto spesso gli alti costi degli effetti collaterali.

Con la nutrizione è possibile contrastare le tempeste emotive, mantenere un equilibrio glicemico ottimale (indispensabile al funzionamento nervoso), assicurare un buon riposo notturno e quello che più conforta è che si possono integrare nutrienti utili al recupero della funzionalità genica.

 L’alimentazione infatti offre nutrienti capaci di ri-modulare il metabolismo, nell’ottica dell’autoguarigione.

 

Cibi alti in triptofano (trasformabile in serotonina) da utilizzare in chi ha la mutazione COMT++ ed in chi ha il polimorfismo MAO-A++)

 

Curcuma, spirulina, uova, soia, merluzzo, coregone, pollo, fegato di pollo, tacchino, agnello, sardine, semi di zucca, parmigiano reggiano, sesamo, bottarga, tofu, semi di anguria, mandorle, arachidi, formaggio, yoghurt, farine di cereali, ecc.

Cibi alti in metionina da utilizzare in chi ha i polimorfismi COMT Val66 Met++ o Val158 Met (questo sottotipo ha problemi gastrointestinali concomitanti)

Merluzzo, spirulina, uova, soia, coregone, luccio, cefalo muggine, anguilla, latterini, pesce persico,  parmigiano reggiano, tacchino, pancetta di maiale, tonno, alici, acciughe sotto sale, coniglio, cernia, spigola, seppia, cinghiale, salmone, uova di oca, uova di anatra, quaglia, gamberi, ostriche, prosciutto, sogliola, rombo, semi di zucca, sesamo, riso, miglio, nocciole, mandorle, farina di cocco,  castagne.

Sotto forma di S-adenosilmetionina (SAM), è un agente metilante. Si consiglia l’uso di un integratore SAMe

Cibi ricchi di colina (Vit.J precursore dell’acetilcolina) da utilizzare in chi ha il polimorfismo G1287A del gene NET

Uova di quaglia, uova di pesce, fegato di vitello, uova di anatra, uova di gallina (meglio sempre poco cotte), salmone, interiora di tacchino, di pollo, gamberi, ostriche, senape, pancetta di maiale, grasso di anatra, pomodorini secchi, lenticchie, ceci, filetto, gamberi, alici, ali di tacchino, merluzzo, polipo, cavolfiore, fagioli cannellini, barbabietole, foglie di rapa, salvia, borragine, banana, fiori di zucca, patate americane, vongole, ecc.

L’alimentazione in questo caso deve prevedere alimenti che abbiano azione antinfiammatoria e antidopaminergica. In particolare con questa mutazione bisogna soprattutto sedare i sistemi, evitando che si inneschi la condizione di stress. Soprattutto in questi casi bisogna evitare carni rosse, uova sode, pesci ad alto contenuto di iodio (sono preferibili i pesci di scoglio o di lago).

 

La ricerca scientifica ha dimostrato che l’integratore di olio omega tre è efficace nell’ADHD. Sono un valido supporto in questi casi anche i fiori di Bach, centrati sulla personalità dell’individuo e sul particolare tipo di ADHD.

Un’alimentazione capace di disintossicare e di drenare (liberando gli organi emuntori dai tossici, che sono i principali responsabili dei polimorfismi), deve soprattutto evitare alimenti con coloranti e conservanti e fornire nutrienti semplici, meno manipolati possibile; inoltre deve riuscire a tutelare l’equilibrio glicemico mediante una corretta associazione tra i diversi nutrienti nei pasti. Gli zuccheri semplici sono una vera e propria droga e vanno sostituiti con zuccheri complessi, associati in modo da assicurare un lento rilascio. I bambini iperattivi non trattati adeguatamente spesso daranno problemi anche da adulti. Le problematiche che presentano sono anche severe. I bambini vanno curati soprattutto all’interno. Non basta acquistare per loro oggetti e ninnoli.

Pubblicato il 14 Novembre 2011 su http://www.scienzanatura.it/?s=Bambino+iperattivo