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SOSTEGNO EPATICO

 

 

Le funzioni della bioterapia nutrizionale consistono essenzialmente nell’aiutare il fegato ad assolvere correttamente alle sue funzioni: disintossicare, drenare, depurare…

Il fegato è un organo molto malleabile che può essere stimolato, sostenuto, drenato, anche sovraccaricato. A volte è addirittura auspicabile proporre “un insulto” al fegato (ad es.: il pepe, la frittura), attivare un intervento “aggressivo” in quelle situazioni in cui si deve cercare di mobilizzarlo. Ma va anche considerato che, eccedendo, si può determinare un “blocco” delle funzioni epatiche. È una questione di delicatissimi equilibri che la Bioterapia monitora attraverso lo stick urinario.

È perentorio attivare un sostegno epatico in tutte quelle situazioni in cui si ravvisi la necessità di aiutare un fegato sofferente.

Sono evidenti i sintomi d‘intossicazione o di fatica epatica, segni che indicano che si deve soprattutto sostenere il fegato, modulando lo stimolo secondo le necessità, in queste situazioni:

  • Ittero.
  • Cefalea accompagnata da fotofobia.
  • Prurito come segno di colatostasi[1], che dipende dal ricircolo dei sali biliari che irritano le terminazioni. È un segno di difficoltà epatica perché quando un fegato non funziona la bile non viene espulsa bene, quindi rigurgita in circolo.
  • Emorroidi.
  • Bocca amara al mattino.
  • Bocca impastata.
  • Sete  spasmodica.
  • Stipsi.

 


[1] Confermabile in laboratorio per l’innalzamento di enzimi specifici (fosfatasi alcalina, ecc.) o rilevabili tramite lo stick urinario per la presenza di birilubina

Tratto dal libro di Letizia Bernardi Cavalieri. "La dieta su misura". Ed. Olos