News

Scopri il mio nuovo libro

Login Form

L’epilessia è un disordine del sistema nervoso centrale derivante da un’anomala attività elettrica nel cervello. Questa patologia del cervello comporta ripetuti attacchi. Gli attacchi sono episodi che si presentano come interferenze nella funzione cerebrale e provocano cambiamenti nel comportamento o nell’attenzione. Quando una persona ha l’epilessia, la sua attività elettrica cerebrale viene interrotta da intermittenti scoppi di energia elettrica che sono più intensi e differenti del normale. Questi possono, per una frazione varia di tempo, alterare lo stato di coscienza della persona, i movimenti del corpo o le sue sensazioni. Queste modificazioni improvvise vengono chiamate “crisi”. Sono causate da anomale eccitazioni dei segnali elettrici nel cervello. A volte sono collegate a una condizione passeggera, come ad esempio all’assunzione di sostanze stupefacenti, o di sostanze che fungono per quel metabolismo da stupefacenti (peptitdi oppioidi) o anormali livelli di sodio o di glucosio nel sangue.

L’epilessia dipende quindi da disordini metabolici che non permettono l’assimilazione di alcuni nutrienti. Sarebbe utile indagare su eventuali polimorfismi coinvolti nel disequilibrio del bagno ormonale e che impediscono l’utilizzazione e l’assimilazione di vitamine come la B1, la B6 e l’acido folico.

 Un polimorfismo interessante da indagare sarebbe proprio MTHFR, coinvolto nel meccanismo dell’omocisteina. Una carenza di B6 e B12 e di acido folico può causare un accumulo di omocisteina. Alcuni farmaci interferiscono con l’assimilazione del potassio, consumano la biotina, il calcio, la vit.D e la K. Ciò nonostante, la supplementazione di acido folico senza un preliminare controllo dei polimorfismi può causare delle crisi poiché va comunque ad alterare la concentrazione sierica. Un altro polimorfismo spesso coinvolto nell’epilessia come nell’iperatività è il COMT. Ambedue questi polimorfismi sono coinvolti nel processo di metilazione e nella detossicazione dell’organismo dagli scarti metabolici.

La Bioterapia Nutrizionale utilizza come farmaco:

  • · l’alimento nelle sue componenti biochimiche, considerato non solo per il suo contenuto ma per la biodisponibilità dei suoi principi attivi.
  • · le associazioni alimentari, finalizzate al rispetto della costituzione del soggetto, della eventuale patologia di cui è portatore e delle condizioni individuali nelle quali quel soggetto si trova.
  • · le modalità di preparazione, importantissime per effettuare un vero e proprio atto terapeutico: drenaggio d’organo, sostegno agli emuntori, stimolo al lavoro epatico.

 LE AZIONI CHE LA DIETA DEVE COMPIERE SU UN ORGANISMO CHE HA L’EPILESSIA SONO:

  • controllo dell’equilibrio glicemico
  • azione sedativa del S.N.
  • azione antinfiammatoria
  • azione di drenaggio e sostegno del sistema epatico e intestinale
  • azione di protezione del S.I.

 Alimenti utili: aglio crudo e cotto, cipolla, mandorle, pinoli, uva passa, pesto alla genovese (aglio, olio, pinoli e basilico) per condire riso e pasta senza glutine, zucchine marinate, lattuga cotta, belga ai ferri, cicoria ripassata in aglio, olio, mela cotta con la buccia, cavolfiore, cetrioli, pesce di lago o di scoglio, lenticchie, mandarini, fragole, lamponi. Tra le carni vanno bene le carni grasse, ad esempio il petto d’anatra.

Alimenti proibiti: latte e derivati, glutine e derivati, funghi, uova sode, asparagi, menta, sedano, noce moscata, alimenti contenenti glutammato, conservanti, coloranti, additivi, pesticidi. Tutti contenenti sostanze eccitotossiche.

REGOLE GENERALI

  1. La colazione deve essere preferibilmente salata (seguendo le appetenze) e per evitare lo squilibrio della glicemia. Deve contenere potassio, magnesio e calcio.
  2. Il sale nella dieta è particolarmente importante perché sodio e cloruro sono necessari per il trasporto della taurina al cervello.
  3. Bisogna individuare ed eliminare ogni possibile allergene dalla dieta e dall’ambiente.
  4. Evitare tutti i cibi raffinati, evitare lo zucchero, usare preferibilmente soltanto un po’ di sciroppo d’acero. Lo zucchero innalza pericolosamente i livelli di calcio nel sangue, deprime fosforo e magnesio. (Il calcio è un eccitante e fa contrarre i muscoli. Un eccesso di calcio causa spasmi nei muscoli. Il minerale che equilibra naturalmente il calcio nelle cellule è il magnesio). Lo zucchero produce altri numerosi danni. L’aspartame e tutti i dolcificanti artificiali contenuti negli alimenti industriali e/o conservati sono assolutamente controindicati.
  5. Ridurre le proteine animali (acidificanti) nella dieta. Le proteine animali consumano le riserve di magnesio e di B6, ambedue indispensabili per sedare le crisi epilettiche.
  6. Eliminare latte e glutine dalla dieta. Il latte e il glutine sono neurotossici per gran parte di questi soggetti. Sebbene molto spesso il latte sia utilizzato come sedativo del S. N., in verità la traduzione della caseina in caseomorfina e del glutine in gluteomorfina comporta un ulteriore problema metabolico per questi soggetti.
  7. Le migliori fonti di calcio sono: coregone, riso, uova, caviale, nocciole, curcuma, aglio, alici, rucola, ecc. Quando si integra la dieta con integratori a base di calcio è necessario che si assuma eguale quantità di magnesio.
  8.  La dieta dell’epilettico deve essere ricca di alimenti contenenti magnesio. È un minerale molto utile per tutti i tipi di crisi epilettiche. Oltre all’apporto derivante dalla dieta, bisogna supplementare con almeno 1000 mg di magnesio per gli adulti e 500 mg per i piccoli.
  9. Le migliori fonti di magnesio sono: semi di zucca, mandorle, noci, radici, vegetali verdi, mele, limoni, pesche, curry, pinoli, semi di girasole e sesamo (che tuttavia bisogna limitare perché  contiene fitoestrogeni), ecc.
  10. Le migliori fonti di potassio sono: cremor tartaro (utilizzabile come lievito nei dolci preparati in casa), curcuma, zafferano, curry, mandorle, albicocche, fagioli, azuki,  avocado, banana, broccoli, cavolini di Bruxelles, carote, polpa di cocco, aglio, fagioli neri, noci, noccioline, pistacchi, lupini, lenticchie, patate, riso, sesamo, spinaci, ecc..
  11. Le migliori fonti di zinco sono: uova, pesci, semi di zucca, noci, mandorle,  lenticchie, lupini, curcuma, curry, struzzo, fagioli neri, fagioli cannellini, aragoste, seppie, pancetta di maiale, ecc. Lo zinco che si conserva a livello epatico può essere in parte mobilizzato nel caso di un deficit limitato nel tempo, ma non esistono riserve specifiche di zinco, per cui è necessario un apporto regolare con l’alimentazione quotidiana.
  12. Le migliori fonti di manganese sono: zenzero, zafferano, chiodi di garofano, pinoli, curcuma, cozze, nocciole, semi di zucca, farina di riso integrale biologica, amaranto, noci, mandorle secche, nocciole, ecc.
  13. Gli alimenti che contengono glicina sono: coregone, merluzzo, pancetta di maiale, mortadella (senza latte, senza glutine, senza glutammato), seppia, pollo (ruspante, perché altrimenti contiene estrogeni), polpo, semi di zucca, tacchino, struzzo, quaglia, cozze, mandorle, ecc..
  14. La taurina è presente nei pesci, nelle uova, nella carne, ma non negli alimenti di origine vegetale. Nell’organismo adulto la taurina può comunque essere sintetizzata nel fegato a partire da altri due aminoacidi: la cisteina e la metionina (presenti soprattutto nei legumi) e in presenza di sufficienti quantità di vitamina B6. Il neonato la assume dal latte materno.
  15. I carboidrati che hanno un’ azione calmante sul cervello sono quelli complessi con carico glicemico relativamente moderato (legumi, cereali integrali). L’effetto rilassante è dovuto al fatto che, non determinando grosse oscillazioni glicemiche, si ha un minor rilascio degli ormoni dello stress.
  16. Evitare caffè, the, cole, liquori, cioccolato. Sono eccitanti del S.N.
  17.  Le uova, come gli altri alimenti che sollecitano il surrene vanno somministrate con parsimonia nella forma di uova sode, mentre quelle crude o al piatto sono consigliate. Soprattutto nei bambini, che sono nella fase di crescita, le uova forniscono un’informazione di struttura completa all’organismo. Sono le proteine ideali. Se coesiste una forma di intolleranza possono egregiamente essere utilizzate le uova di quaglia.
  18. Evitare la costipazione, lavorando sull’attivazione epatica. La stipsi è segno di ristagno epatico. Bisogna soprattutto far lavorare il fegato e sostenere le sue funzioni. Ma anche aumentare la peristalsi con l’uso delle prugne o dei kiwi. Bisogna assolutamente evitare la stitichezza, sia con massaggi addominali, sia con la dieta. Anche su questo il magnesio aiuta.
  19. L’irritazione intestinale può indurre crisi. Bisogna ridurre l’infiammazione intestinale. Consumare i probiotici necessari, e gli acidi grassi, fibre ed altri stabilizzatori per equilibrare dei batteri favorevoli nell’intestino e per ristabilire la salute intestinale.
  20. Bandire estrogeni, fitoestrogeni e pseudoestrogeni (pesticidi). Spesso le verdure e la frutta sono cariche di questi prodotti (scegliere per quanto possibile frutta e verdura provenienti da agricolture Biologiche o locali di provenienza certa). Il petto di pollo dei polli a coltivazione intensiva o la vitella sono carichi di questi ormoni.  Inoltre molti insetticidi domestici mimano il ruolo estrogeno-simile. Sarebbe utile sbarazzarsi dei pesticidi e di molti detersivi.
  21. Utilizzare esclusivamente olio extravergine di oliva e nessun altro olio. I grassi sono fondamentali per il S.N.
  22. Non utilizzare alimenti confezionati, alimenti del fast food e inscatolati, contenti additivi, che si trasformano, per un metabolismo affaticato, in tossici da smaltire.
  23. Nell’organismo umano il glutatione svolge un’importante funzione disintossicante, perché ha la capacità di legarsi a metalli pesanti quali piombo, cadmio e mercurio, riuscendo così a rendere possibile la loro eliminazione dal corpo. Inoltre, detossificando l’organismo, migliora la biodisponibilità del ferro, mantiene l’integrità e protegge nel flusso sanguigno i globuli rossi ed i bianchi, migliora l’utilizzo degli amminoacidi cisteina e cistina. Affinché il glutatione possa espletare tali azioni è fondamentale che esso sia supportato da adeguate quantità di selenio - un minerale che abbonda negli alimenti di origine marina e nelle frattaglie - (Vit. B2) e (Vit. PP). Il glutatione è particolarmente concentrato a livello epatico, dove protegge gli epatociti da sostanze tossiche di origine esogena o endogena. Integratori a base di cardo mariano possono impedire la deplezione del glutatione. Le uova crude sono fonte di glutatione. Così come avocado, asparagi, cavolfiore, broccoli, patate, spinaci, noci, aglio, pomodori hanno il più alto contenuto in glutatione rispetto ad altri ortaggi.
  24. Le associazioni alimentari proposte verteranno sulla tutela dell’equilibrio glicemico, sulla sedazione del S.N e dell’infiammazione.

 Rif. Bibliografici:

BIANCHI Ivo, Aminoacidi. Medicina integrativa, Verona, Mos Maiorum, ©2010

BIANCHI Ivo, Manuale di terapia biologica in Pediatria, Palermo, Nuova Ipsa editore, ©2008

BIANCHI Ivo, Medicina Integrativa. Manuale pratico, Verona, Mos Maiorum, ©2010

BIANCHI Ivo, Il mineralogramma, gli elementi minerali e le vitamine nella pratica terapeutica, Ricchiuto editore,Verona,1992

Domenica Arcari Morini, Bioterapia Nutrizionale per la sedazione del sistema nervoso, in: Nutrizione e funzioni organiche, Red Edizioni, Roma.

PIZZORNO Joseph, Murray Michael T., Joiner-Bey Herb, Guida clinica alla medicina naturale, 2009, Ed. Tecniche Nuove.

“Once Considered Mainly 'Brain Glue,' Astrocytes' Power Revealed”, Science Signaling (29 marzo 2012),  University of Rochester Medical Center

Pubblicato il 27 aprile 2012 su http://www.scienzanatura.it/editoria/articoli-e-video/articoli/alimentazione/una-dieta-per-l-epilessia/