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Il rosmarino(Lamiaceae)  è una pianta comune normalmente utilizzata in cucina. Si utilizzano soprattutto le foglioline, di colore verde scuro sulla pagina superiore e di colore verde chiaro nella pagina inferiore. Il rosmarino è una pianta ricchissima di oli essenziali (pinene, canforene, limonene) flavonoidi, acidi fenolici, tannini, resine, canfora e contiene anche l'acido rosmarinico che ha specifiche proprietà antiossidanti e antimutagene (impedisce la mutazione dei geni del DNA).

È antisettico, antiparassitario, antibatterico e utile come antinfiammatorio.

Diversi studi hanno dimostrato che i principi attivi del rosmarino hanno la capacità di inibire l’anione superossido, un radicale libero molto tossico e reattivo, responsabile dell’ossidazione cellulare.  

Il rosmarino esercita sull'organismo un'azione stimolante e tonica. Agisce efficacemente negli stati di astenia, cioè in condizioni di affaticamento fisico e mentale.  Agisce come antispastico e antidolorifico. Stimola la diuresi e contribuisce a regolare il ciclo mestruale.

Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia dell’olio essenziale di rosmarino negli stati d’ansia[1], molto probabilmente  perché l’estratto di rosmarino avrebbe una molecola simile al farmaco diazepam. Questi effetti sono probabilmente dovuti anche alla presenza dei flavonoidi e alle loro proprietà antiossidanti.

È un ottimo depurativo del fegato, al pari del tarassaco e della bardana.

Studi clinici ne hanno dimostrato l’utilità nei deficit cognitivi, impedendo la degenerazione dei neuroni e la riduzione dell’ippocampo[2] e nell’Alzheimer[3], perché sarebbe in grado di frenare l’infiammazione del cervello e la formazione  della placca betamiloide. L’azione neuroprotettiva del rosmarino sembrerebbe essere dovuta all’acido carnosico [4] che è in grado di tutelare le cellule neuronali dagli ossidanti e dalla morte cellulare.

Il Rosmarino, essendo una ricca fonte di sostanze fitochimiche che hanno un notevole potere antiossidante, anti-infiammatorio, ipoglicemizzante, ipolipemizzante, ipotensivo, anti-aterosclerotico, anti-trombotico, epatoprotettivo, ed effetti ipocolesterolemizzanti, viene impiegato nella sindrome metabolica e nel corollario di problematiche che ne derivano[5]

È importantissimo utilizzare quanto più rosmarino possibile nella dieta contro l’obesità[6] e il diabete. I principi attivi che vengono introdotti con l’utilizzo del rosmarino nella dieta si rintracciano a lungo nei diversi organi.[7]

Il rosmarino agisce come eutrofizzante intestinale, migliorando lo stato di salute generale dell'apparato; stimola la peristalsi e al tempo stesso calma gli spasmi della muscolatura liscia. I risultati degli studi clinici indicano che il consumo di rosmarino modifica anche la composizione della microflora intestinale e diminuisce l'attività β-glucosidasi nel cieco mentre aumenta l’eliminazione fecale di fibre[8].

Insomma , coltivare una pianta di rosmarino in balcone non diventa un’impresa proibitiva.