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LE PROPRIETÀ DEL GELSO

Il gelso è una pianta appartenente alla famiglia delle Moraceae (dal celtico mor = nero, che si riferisce al colore dei frutti neri maturi) che cresce a tutte le latitudini (meglio nelle temperature tropicali) ed era un albero inizialmente utilizzato soprattutto per lo sfruttamento delle larve dei bachi per la produzione della seta.

Le proprietà medicamentose del gelso si rintracciano già nella medicina tradizionale cinese, dove veniva considerato un vegetale epatoprotettore, rinforzante le cartilagini, diuretico e normalizzatore della pressione sanguigna. Proprietà che gli studi clinici hanno confermato.

Le due specie presenti in Italia sono Morus alba e Morus nigra, rispettivamente gelso bianco e gelso nero, dal colore dei frutti, che maturano da maggio a luglio per il gelso bianco e da giugno ad agosto per quello nero.

 

Le more maturano e si raccolgono fra Luglio e Settembre, sono costituite dall’85% di acqua, sono ricche di fibre e zuccheri (fruttosio e glucosio), di calcio e fosforo. Le more di gelso sono ricche anche di vitamina C.

Le more di gelso hanno un elevato contenuto di polifenoli, flavonoidi e un’attività antiossidante (dovuta alle antocianine e al resveratrolo) che le rende un insostituibile strumento di prevenzione per le malattie dell’invecchiamento cellulare, le malattie degenerative del sistema nervoso, il diabete[1], l’iperuricemia[2], l’obesità[3], le infezioni batteriche, le infiammazioni e i tumori. Si differenziano le proprietà delle more bianche dalle rosse e nere proprio per il colore delle bacche. Gli antociani inoltre sono metabolizzati da appositi batteri intestinali[4].

In particolare le more di gelso sono un valido antinfiammatorio contro la colite[5] e sembrerebbe che impediscano la replicazione impropria delle cellule tumorali. Inducendo l’apoptosi.

I fenoli contenuti nei frutti maturi hanno proprietà neuroprotettive[6].

Le more di gelso bianche (frutti del gelso bianco) hanno un sapore particolarmente dolce, ma poca acidità, perciò non sono particolarmente gradevoli al palato. Si possono utilizzare nelle macedonie o nelle centrifughe. Perchè contenendo proteine, tannini e rutina in buona quantità hanno anche proprietà diuretiche e lassative.

Secondo alcuni studi la corteccia del gelso avrebbe anche proprietà antibatteriche, in particolare contro i batteri responsabili delle carie dentali[7].

Come tutti i frutti del sottobosco, anche le more di gelso (soprattutto quelle nere) sono ricche di resveratrolo, un potente antiossidante.

Le more di gelso nere e rosse sono preziose proprio per il loro contenuto di antociani, antiossidanti presenti in quantità variabile nei vegetali, con azione vasoprotettrice. 

I gelsi contengono un alto quantitativo di ferro, circa 185 mg per 100 g. di frutti, che è una cosa assai rara tra i frutti di bosco, e pochissime calorie, circa 43 per 100 g. 

Interessante lo studio che conferma le proprietà dell’estratto dalle foglie del gelso nero per contrastare le macchie solari che avanzano con l’età (iperpigmentazione)[8].

Secondo alcuni studi clinici le foglie dei gelsi, in infusione, o in estratto, sono efficacissime contro il diabete[9], per normalizzare le transaminasi[10], e protettive nel caso di patologie cardiovascolari[11]. L’infuso si ottiene facendo bollire mezzo litro d’acqua, sminuzzandovi poi una manciata di foglie e lasciando riposare il tutto per 10 minuti. Se ne consiglia una tazzina prima dei pasti principali.

Questo infuso è indicato anche nei casi di ipertensione e contro la diarrea. Con l’infuso di foglie si possono anche effettuare dei  gargarismi per contrastare le gengiviti. Il decotto, ottenuto invece dalla corteccia (da 5 a 12 g. ogni mezzo litro d’acqua), ha effetti purgativi ed è utilizzato nei casi di insufficienza renale e nella cura del diabete, ma anche nelle carie dentali.

Insomma un frutto tutto da scoprire e da valorizzare. Soprattutto a tavola.