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Efficacia delle diete ad esclusione nell'iperattività e nei Disturbi dello Spettro autistico

La nutrizione gioca un ruolo importante nel neurosviluppo. Questa intuizione ha portato ad aumentare la ricerca sull’efficacia degli interventi legati alla nutrizione per il trattamento dei disturbi dello sviluppo neurologico. Questa recensione discute l’efficacia di una dieta ad eliminazione di glutine e caseina come trattamento per l'iperattività e deficit di attenzione e per l'autismo, con una particolare attenzione all’esclusione dalla dieta degli additivi alimentari. Inoltre, lo studio ha discusso i potenziali meccanismi degli effetti, in questi disturbi dello sviluppo neurologico, delle diete ad eliminazione. Il meccanismo principale è proprio l'asse microbioma-intestino-cervello che determina un possibile coinvolgimento di complesse interazioni tra più sistemi, tra cui il metabolismo, il Sistema Immunitario, il Sistema Endocrino e il Sistema Nervoso. la dieta ad eliminazione era stata originariamente proposta come strumento per il trattamento delle allergie alimentari. Feingold, un pediatra americano e allergologo, è stato il primo che ha suggerito che l'allergia agli additivi alimentari, come insaporitori e coloranti artificiali, così come i salicilati naturali, che potrebbe portare sintomi di ADHD. Questa deduzionesi basa sull’osservazione che l'aspirina, che contiene salicilati, porta spesso a reazioni allergiche, ma anche ad un aumento del comportamento ipercinetico in alcuni pazienti. Questa osservazione ha posto le basi per lo sviluppo di varie diete ad esclusione, soprattutto di additivi alimentari, che in genere comporta la rimozione, per esempio, dei coloranti alimentari artificiali, degli aromatizzanti, dei profumi, dei conservanti e dei dolcificanti. Talvolta, questa dieta è parte di una dieta di eliminazione più ampia, che comporta la rimozione dei salicilati naturali e artificiali. L'ipotesi di partenza era che l'ADHD possa essere influenzata da meccanismi allergenici o farmacologici, relativi ai livelli di salicilati e sostanze simili ai salicilati. Lo studio si è concluso con implicazioni pratiche e un orientamento circa la direzione che deve intraprendere in futuro la ricerca per comprendere meglio l’efficacia di una dieta ad eliminazione nel trattamento dell’iperattività e deficit di attenzione e dell'autismo.

http://link.springer.com/article/10.1007/s00787-017-0959-1