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 IL TIPO DI DIETA MODULA I METABOLITI NELL'AUTISMO

Shyam Prabhakar del Genome Institute di Singapore e colleghi hanno scoperto che il 68 per cento dei soggetti autistici mostra un particolare modello di acetilazione, una modifica epigenetica diversa rispetto alla metilazione, che può agire in oltre 5000 punti del DNA[1]. Questi enzimi regolano la trascrizione e sono sensibili alla disponibilità di piccole molecole endogene di alcuni metaboliti, che sono quelli che permettono alla cromatina di rispondere ai cambiamenti causati da fattori ambientali. Lo studio condotto dal Dipartimento di Chimica Biomolecolare, dell’Università del Wisconsin, in collaborazione con la Facoltà di Medicina e Sanità pubblica - Madison, negli Stati Uniti d'America[2], ha osservato che la colonizzazione microbica regola l’acetilazione globale degli istoni e la metilazione in molteplici tessuti dell'ospite, secondo il tipo di  dieta: il consumo di un regime nutrizionale  "di tipo occidentale" previene molte delle modifiche della cromatina microbiota-dipendente che si verificano invece in una dieta ricca di polisaccaridi (pane, pasta, pizza, lieviti). 

Il  microbiota intestinale produce una miriade di metaboliti che influenzano la fisiologia dell’ospite e la sua suscettibilità alle malattie; tuttavia, ancora oggi gli eventi molecolari sottostanti rimangono in gran parte sconosciuti. Lo studio americano ha dimostrato che alimentando topi privi di germi con acidi grassi a catena corta (SCFAs, acronimo di Short Chain Fatty Acids) i principali prodotti della fermentazione batterica intestinale, si impediscono la maggior parte delle modificazioni della cromatina e le risposte trascrizionali associate alla colonizzazione. Le comunità microbiche SCFAs sono un prodotto di scarto necessario, necessario per equilibrare la produzione redox in ambiente anaerobico dell'intestino[3]. Gli  SCFAs sono acidi organici saturi costituiti da uno a sei atomi di carbonio: acetato, propionato  e butirrato  sono i più abbondanti (≥95%). A seconda della dieta, la concentrazione totale di SCFAs diminuisce da 70 a 140 mM nel colon prossimale 20 a 70 mM nel colon distale.

Questi risultati hanno profonde implicazioni nella comprensione delle complesse interazioni funzionali tra dieta, flora intestinale e la salute dell'ospite.

 

 



[1] http://www.cell.com/cell/fulltext/S0092-8674(16)31451-9

[2]http://www.cell.com/molecular-cell/fulltext/S1097-2765(16)30670-0

[3] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3735932/