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Nutrizione e microbiota nell'autismo

Per cercare di comprendere le cause dell’autismo, un disturbo neurologico sempre più diffuso, sono sempre più indagate una serie di cause epigenetiche[1], ambientali e nutrizionali e il loro intreccio.

C’è ormai una crescente consapevolezza che l'asse intestino-cervello e la sua regolazione da parte del microbiota possano svolgere un ruolo chiave nella base biologica e fisiologica dello sviluppo neurologico, legato al declino dell'età o alle malattie neurodegenerative. Ormai sono state bene comprese le vie di comunicazione tra il microbiota e il cervello, vie che coinvolgono il nervo vago, la segnalazione ormonale da parte dell’intestino, il sistema immunitario, il metabolismo del triptofano o anche determinati metaboliti microbici, quali gli acidi grassi a catena corta (SCFA).[2] L'importanza che, precocemente, nella prima infanzia, s’innesti una flora intestinale corretta, tale che possa plasmare i risultati futuri della salute dell’ospite, si sta chiarendo sempre di più. Disequilibri nella composizione della flora batterica intestinale (il microbiota) possono essere causati dall’esposizione agli antibiotici, dall’assenza di allattamento al seno, dalle frequenti infezioni, dallo stress neonatale e dalle influenze ambientali, associate a predisposizioni genetiche dell’individuo e possono provocare effetti a lungo termine sia sulla fisiologia dell’individuo che sul suo comportamento.

Diversi studi hanno riportato anomalie nella composizione del microbiota e anche differenze di metaboliti microbici nei bambini con autismo. Vengono comunemente segnalati nei bambini con autismo anche disturbi gastrointestinali. Inoltre, sono spesso evidenti alcune selettività alimentari o abitudini alimentari particolari. Sono stati ipotizzati una serie di meccanismi alla base di questa interazione tra nutrizione, flora intestinale e i sintomi dell’ autismo. Questi meccanismi coinvolgono l'asse microbiota-intestino-cervello, il sistema immunitario, il sistema ormonale, o alcuni specifici percorsi neuronali. Lo studio pubblicato a dicembre su Nutrition Reviews, condotto da Berding e Donovan della Divisione di Scienze Nutrizionali, dell’ University of Illinois, nell’Illinois, negli Stati Uniti d'America[3], ha gettato le basi per comprendere  l'ambiente intestinale e lo stato nutrizionale dei bambini con autismo. Lo studio ha indagato i potenziali meccanismi alla base dell'asse microbiota-intestino-cervello nell’autismo e l'intreccio tra nutrizione, flora batterica ed i sintomi dell’autismo. Lo studio mostra una pista d’indagine molto interessante e auspica uno sviluppo concreto, un ampliamento di questo tipo di studi. Occorre infatti approfondire con ulteriori studi, che indaghino i metaboliti che si creano in correlazione ai diversi tipi di dieta, per riuscire a comprendere meglio questa interazione tra dieta e flora intestinale nell’autismo e per identificare il potenziale di un regime dietetico ad hoc, dell’uso dei probiotici, dei prebiotici e mirare le opportune strategie di intervento.