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Che cosa è il ciclo di metilazione e che cosa fa?

 Il ciclo di metilazione (chiamato anche ciclo della metionina) è la parte maggiore della biochimica del gruppo dei solfati e del gruppo metile nel corpo. E’ anche strettamente connesso al metabolismo dei folati ed è uno dei due processi biochimici nel corpo umano che richiede Vitamina B12 (essendo l’altro la via del metil-acido propaneiodico che inibisce l’uso di certi aminoacidi per fornire energia alle cellule).


 Questo processo alimenta i gruppi di metile per un gran numero di reazioni di metilazione, comprese quelle del DNA metilato (e quindi silente) e quelle coinvolte nella sintesi di una grande varietà di sostanze, inclusa la creatina, la colina , la carnitina, il coenzima Q-10, la melatonina, le proteine base della mielina. La metilazione è anche usata per metabolizzare le catecolamine, dopamina, norepinefrina e epinefrina, per disattivare l’istamina e per metilare i fosfolipidi, promuovendo la trasmissione di segnali attraverso le membrane.

 Il ruolo del ciclo di metilazione nel metabolismo dei solfati è quello di fornire metabolici contenenti zolfo per formare una varietà di sostanze importanti, compresa cisteina, glutatione, taurina e solfato, attraverso la sua connessione con la via della transsulfurazione.

 Questo ciclo equilibra le esigenze per la metilazione e per il controllo dello stress ossidativo.

 James e altri hanno scoperto che il ciclo di metilazione è bloccato alla sintesi della metionina, che è il passo che coinvolge la metilazione dell’omocisteina per formare metionina.

 Due effetti di questo blocco, che hanno misurato, sono un significativo decremento del livello della metionina nel plasma e un calo della proporzione tra S-adenosilmetionina e S-adenosilomocisteina. Quest’ultimo causa una diminuita capacità di stimolare le reazioni di metilazione.

 Inoltre scoprirono che anche il flusso attraverso la via di transsulfurazione era diminuito, risultando bassi livelli plasmatici di cisteina e glutatione e una minor proporzione tra glutatione ridotto e ossidato, tutti da loro misurati.

 Il blocco nel ciclo di metilazione e i problemi del glutatione sono risultati collegati, dato che con integrazioni usate per rendere il ciclo di metilazione una normale operazione, (metilcobalamina, acido folico e trimetilglicina) si ripristinano anche i livelli di glutatione ossidato e ridotto.

E’ risaputo da studi sui gemelli che la genetica gioca un importante ruolo predisponente nell’autismo. Il fatto che la percentuale di incidenza dell’autismo sia cresciuta drammaticamente negli anni recenti è la prova che c’è anche un’importante componente ambientale nello sviluppo dei casi di autismo, dato che l’eredità genetica della popolazione è relativamente costante sui più lunghi periodi.

 James e altri, scoprirono che ci sono differenze genetiche misurabili tra i bambini con autismo e i soggetti sani di controllo. Le differenze che hanno misurato sono associate con i geni che decodificano gli enzimi e le altre proteine che incidono sul ciclo di metilazione, sul metabolismo dei folati, e sul sistema del glutatione.

 In particolare hanno trovato differenze nelle frequenze degli alleli e/o significanti interazioni gene-gene per geni che codificano il vettore folato ridotto (RFC), la transcobalamina II (TCN2), la catecol-o-metiltransferasi (COMT), la metilen-tetra-idrofolata reductasi e una delle glutatione transferasi (GSTM1).

Questi risultati genetici, combinati con le osservazioni biochimiche della disfunzione nel ciclo di metilazione, suggeriscono vivamente che le variazioni nei geni associati con questo ciclo e la sua connessa biochimica sono coinvolte nella predisposizione genetica per lo sviluppo dell’autismo.