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COME SI ATTIVA LO STIMOLO EPATICO

Il metodo della Bioterapia Nutrizionale si basa sull’attivazione epatica in quanto sfrutta le capacità detossicanti dell’organismo, principalmente del fegato, che è il più grande laboratorio del corpo umano. La sollecitazione metabolica avviene attraverso diverse modalità (e si hanno diverse risposte metaboliche che sono quelle che poi si rilevano attraverso lo stick urinario del mattino). 

Come stimolo epatico in Bioterapia Nutrizionale si usa il soffritto, il fritto, ma anche lo stimolo di alcuni "irritanti" come il pepe o il peperoncino. Questi stimoli vanno proposti con prudenza considerando anche l'associazione con altri stimoli metabolici nella composizione di uno stesso pasto: lo stimolo del ferro, lo stimolo dello iodio, la sollecitazione attraverso l’impiego della vitamina C (che a volte è molto più impegnativa che non gestire un "semplice" fritto). 

Ogni stimolo metabolico va proposto su misura dell’equilibrio di ogni persona. Ci sono quindi differenze di intensità in ciascuno stimolo. Ad esempio una cosa che piace molto ai bambini (a tutti i bimbi del mondo, perché essendo organismi in crescita e quindi producendo tanti ROS, hanno bisogno di uno stimolo "intenso") è, sicuramente, la fettina panata. Che è il massimo dello stimolo perché c'è la sollecitazione metabolica derivante dalla carne rossa fritta, dal pane fritto, ma anche dall'uovo fritto. Anzi ancora più intenso della fettina panata è lo stimolo del fritto "dorato" in cui l’alimento si passa prima nella farina e poi nell'uovo).  Per i bambini un fritto come la fettina panata, purché sia fritta con le regole di una frittura sana, è uno stimolo metabolico facilissimo da gestire. Ma un organismo affaticato, intossicato, aggravato dai farmaci, non se lo può permettere. Inizialmente bisogna procedere con un drenaggio organico. Sostenere gli emuntori perché si mettano in moto per funzionare.

E’ comunque importante ricordare che la bile è il deposito di tutti i tossici e se li si vogliono rimuovere la strada è soltanto uno stimolo epatico adeguato. E' comunque importante sapere che negli organismi molto intossicati ogni stimolo metabolico smuove, va a stoccare i ROS da dove sono, per portarli via. E questo può portare una temporanea acidosi. Ma è soltanto temporanea. 

Per questo motivo però vanno presi degli accorgimenti dietetici che offrano dei supporti nutrizionali adeguati: curando sia l’associazione con gli altri alimenti dello stesso pasto che l’organizzazione del pasto successivo.

La patata fritta, così come la carota fritta, la zucchina fritta, sono alimenti che noi consideriamo "pacifici" perché danno, sì, una bella sferzata al fegato, ma hanno anche il supporto epatico degli zuccheri che l'alimento stesso contiene. Apparentemente la patata lessa sarebbe più sedativa, ma il forte picco glicemico che segue all'assunzione di quell'alimento determina nottetempo un crollo della glicemia che finisce con il lasciare il fegato senza nutrimento per le sue funzioni e il primo organo che ne risente è il cervello.

E’ fondamentale perciò che accanto ad uno stimolo come una patata fritta sia sempre associata una verdura che consenta al fegato di avere l’acqua di vegetazione di cui abbisogna per il suo lavoro e che ci siano gli zuccheri della frutta.

Ad un pasto che attiva il metabolismo organico del fegato va fatto sempre seguire un pasto che aiuti il rene a liberarsi di quei tossici, ma che non sia diuretico, perché finirebbe per privare ancora una volta il fegato del supporto di cui ha bisogno per continuare il suo lavoro.

Più intenso potrebbe risultare lo stimolo quando è associato allo stimolo metabolico dello iodio. 

 Infatti quando si utilizza lo iodio si lavora con uno stimolo più forte e quindi in alcuni casi è necessario ricorrere ad uno stimolo metabolico "frenato". 

Lo iodio è un potente stimolo metabolico. Noi utilizziamo molto lo stimolo del pesce ma in prima battuta o su organismi particolarmente affaticati dai tossici o sensibili neurologicamente proponiamo soltanto alcuni tipi di pesci (quelli di lago, quelli di scoglio) che hanno un minore carico di iodio, oppure ci serviamo della bollitura per eliminarne quota. Ma poi associamo a quello stimolo il potassio (agretti, fagiolini) che seda i sistemi e i grassi (es.: la maionese, le mandorle) che comunque tutelano il S.N.  

Lavorare per liberare un organismo dai tossici non è impresa semplice, ma è un indispensabile presupposto per una dieta sana capace di riequilibrare le funzioni organiche.

 

Tratto dal libro di Letizia Bernardi Cavalieri. "La dieta su misura". Ed. Olos