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REGOLAZIONE DELLA GLICEMIA

Nella dieta che segue i cardini della Bioterapia Nutrizionale una particolare attenzione è rivolta alla costruzione di pasti che tutelino l’equilibrio glicemico.

Il suggerimento è di comporre i pasti in modo che l’equilibrio glicemico resti il più a lungo stabile, non soffra di oscillazioni. La fame tra i pasti è il primo indicatore di un pasto (la colazione, o anche il pranzo) che non ha rispettato questo equilibrio. Ma anche lo stress provoca problemi di equilibrio della glicemia e occorre quindi maggiore attenzione in chi soffre di questi problemi.

 Per il controllo dell’equilibrio glicemico non è però sufficiente considerare esclusivamente l’indice glicemico di un pasto. Un’attenzione preliminare va posta anzitutto al problema dello zucchero bianco che è sempre controindicato, soprattutto quando si voglia tutelare l’equilibrio glicemico. Ma anche gli altri zuccheri semplici (contenuti come additivi nei prodotti alimentari industriali o nelle bibite industriali) possono portare sbalzi della glicemia e a lungo andare indurre problemi al pancreas. Anche in piccole dosi. In realtà il primo segno di un pancreas sofferente è proprio la ricerca di zuccheri. La voglia del dolcetto a fine pasto, i biscottini dopo cena, un eccesso di alcoolici… Il pancreas cerca gli zuccheri perché manca degli enzimi necessari… 

Altri indicatori che ci informano che stiamo eccedendo con gli zuccheri nella nostra alimentazione sono: la presenza della candida o della cistite e tra i sintomi neuroglicopenici: l’ansia, la depressione, così come gli attacchi di panico e finanche le convulsioni.

  Mangiare un bel gelato è sicuramente molto gratificante e dà immediatamente piacere perché procura gli zuccheri di cui il nostro organismo (dal fegato al cervello) avverte il bisogno. Tuttavia è un piacere temporaneo perché dopo due ore si avverte nuovamente il bisogno di mangiare (la ricerca di altri zuccheri). Questo è dovuto essenzialmente alla rapidità con cui è avvenuto l’assorbimento del glucosio che ha determinato un picco glicemico, ma subito dopo ha generato un crollo del livello degli zuccheri nel sangue. Sembrerebbe semplice, per risolvere il problema “dell’altalena degli zuccheri”, proporre dei pasti piccoli e frequenti, ma questo comporta un continuo stato di oscillazione insulino-glicemico che a lungo andare sfianca il pancreas e predispone al diabete.

 Invece è molto più importante assicurare una formulazione dei pasti adeguata, con un carico complessivo del pasto che consenta un lento e costante assorbimento degli zuccheri, indispensabili al lavoro del metabolismo e che si mantenga stabile per un congruo periodo di tempo.

Per questo il consiglio è di associare, in ogni pasto, a modiche quantità di zuccheri complessi, altri nutrienti capaci di abbassare quel carico glicemico: alimenti contenenti ferro, iodio, zinco, grassi, proteine, ecc.

Ma è anche per raggiungere questo stesso obiettivo che si suggerisce di ripassare (saltare in aglio e olio o nel condimento) la pasta e le verdure. Un riso in bianco è un piatto composto di zuccheri puri, inadeguato per chi ha bisogno di tutelare la glicemia. Mentre un riso saltato in padella con una proteina riduce il carico complessivo di quel pasto e non compromette l’equilibrio glicemico, consente un assorbimento graduale e mantiene stabile a lungo la glicemia. Meglio un piatto di pasta all’amatriciana. Se poi quel piatto viene accompagnato ad un piatto di cicoria ripassata in padella l’equilibrio glicemico resta molto stabile più a lungo.

Ripassare, saltare in padella, è un accorgimento che serve a due scopi ben precisi: oltre che a dare uno stimolo metabolico, serve ad ABBASSARE IL CARICO GLICEMICO COMPLESSIVO DEL PASTO. 

L'equilibrio della glicemia è fondamentale perché alla base di molti sintomi neurologici ci possono essere proprio squilibri della glicemia. Tutelare l’equilibrio glicemico diventa un obiettivo fondamentale per assicurare la salute umana.

 

BIBLIOGRAFIA:

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